Reti e ami uccidono 40mila tartarughe all’anno in Italia

Oggi è il Tartaday, iniziative in tutto il paese

World Press Photo 2017 Francis Perez
Una tartaruga Caretta caretta intrappolata al largo delle Canarie © Francis Pérez

Sono 40.000 ogni anno le tartarughe marine uccise accidentalmente dai pescatori italiani, intrappolate dalle reti o dagli ami. Poi ci sono quelle soffocate dalle plastiche, intossicate dai rifiuti, ferite dalle eliche delle barche. E come se non bastasse, le spiagge dove depongono le uova sono spesso invase dai bagnanti. Non è facile la vita per le Caretta caretta, le tartarughe marine del Mediterraneo. Per fortuna, ci sono anche gli umani che le aiutano. Tanto è vero che oggi, 17 agosto, è stato indetto il Tartaday, la Giornata italiana delle tartarughe, dedicata alla salvaguardia di questi animali e del loro habitat. A indirla è il progetto Tartalife, finanziato dall’Unione europea.

Tartalife da 5 anni raccoglie, cura e rimette in libertà gli animali feriti, e diffonde fra i pescatori tecniche che non mettono a rischio le tartarughe. Del progetto fanno parte Cnr-Ismar, Legambiente, i parchi marini di Asinara, Egadi e Pelagie, il consorzio di ricerca sulla pesca Unimar, la Fondazione Cetacea e la Provincia di Agrigento. Per il Tartaday sono previsti eventi a Manfredonia, Riccione, Cattolica, Agrigento, Marsala e all’Asinara.

Ci saranno giochi e momenti di informazione, ma il clou sarà ovunque la liberazione in mare di esemplari soccorsi e curati nei centri di Tartalife. Anche il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, per il Tartaday ha “adottato” la piccola tartaruga Fortuna, recuperata a marzo ad Ansedonia, curata e rilasciata in mare a luglio. “Dopo 5 anni possiamo dire di aver pescatori più consapevoli, responsabili e collaborativi e questo è senza dubbio il risultato più confortante”, commenta Alessandro Lucchetti del CNR-ISMAR. Ma non sono solo i pescatori a minacciare le tartarughe. Oltre il 70% degli animali ricoverati da Tartalife aveva plastiche nell’intestino. Nella maggior parte dei casi erano sacchetti, scambiati per meduse. Ma sono stati estratti anche cotton fioc, pezzi di rete, tappi e piccoli oggetti abbandonati in mare. (Fonte ANSA).

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