Roma: Campus Bio-Medico, nasce parco sperimentale dedicato a ricerca

Capace di attrarre talenti dal Mediterraneo, start up, ricercatori e imprese per produrre beni e servizi di benessere comune. Con un'attenzione anche alla tutela della biodiversità.

Un polo multifunzionale immerso nella natura. E’ il progetto della Fondazione policlinico Campus Bio-Medico che intende realizzare un Parco sperimentale multifunzionale, alle porte di Roma, in un’area verde di valenza ambientale e naturalistica, dove ricerca, formazione e cura siano inseriti in un contesto nel quale acquisiscono centralità anche temi come creatività, sport e benessere.

Presentato oggi in un evento al Senato, sarà un polo della salute e della formazione, capace di attrarre talenti dal Mediterraneo, start up, ricercatori e imprese per produrre beni e servizi di benessere comune. Con un’attenzione anche alla tutela della biodiversità.

“Il Social Green Masterplan – spiega Carlo Tosti, presidente Università e Fondazione Policlinico Campus Bio-Medico – prevede la costruzione di altri edifici in un territorio di 90 ettari. Questa struttura sarà dotata di 8 nuove aule, una zona studio, spazi comuni, un auditorium da 330 posti e un simulation center di 450 metri quadrati con 6 special room, ovvero simulazione ambiente domestico, simulazione della sala chirurgica, simulazione della degenza ospedaliera, spazio per la realtà virtuale e digital manufacturing”.

“La tematica della sostenibilità e dell’industria 5.0, su cui si fonda il programma strategico del Campus, è pienamente in linea – evidenzia Eugenio Guglielmelli, prorettore Ricerca Università Campus Bio-Medico di Roma – con i 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Di recente, la Commissione europea ha ribadito che il compito delle imprese non è solo quello di perseguire la crescita del fatturato, ma anche garantire lo sviluppo e la prosperità della collettività. Sotto questo profilo, l’offerta formativa dell’Università è pienamente in linea con lo scopo di promuovere la tutela della salute, la resilienza ai cambiamenti climatici, la qualità e sicurezza della produzione agricola e alimentare, la biodiversità e l’efficientamento energetico. A tal proposito, il potenziamento della ricerca scientifica è volto a favorire la crescita della conoscenza e a dare un contributo concreto ad una innovazione centrata sulla persona, sostenibile e resiliente, anche in questo periodo di pandemia”.

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