Roma: una colletta tra fedeli per salvare la Madonnina di largo Preneste

Erano state numerose denunce dei residenti per le condizioni della stele

La Madonnina di targo Preneste è stata restaurata, grazie alla colletta organizzata dagli abitanti del quartiere. Lo scrive il Messaggero sottolineando che dopo le numerose denunce dei residenti per le condizioni della stele è stato istituito un conto corrente dove sono arrivate centinaia di offerte.

È tornata a risplendere davanti agli occhi di centinaia di fedeli che ogni giorno, anche se per pochi secondi, si fermano pregano e lanciano un pensiero ai propri cari. Da più di un secolo conforta i cuori dei romani, è costellata di centinaia di “ex voto”, ringraziamenti alla Madonna per una grazia ricevuta: l’autore è sconosciuto, ma quel luogo ormai sacro nasce sicuramente dalla volontà popolare, in modo spontaneo. E sempre dal basso, grazie alla caparbietà dei residenti, ora la madonnina di largo Preneste, la Madonna Perpetuo Soccorso, è stata restaurata.

LUOGO DI CULTO

Voci e preghiere, storie e destini si intrecciano davanti al muro di periferia mentre sfrecciano veloci le auto. «È stato emozionante vedere come a ogni ora, anche con il caldo, ci fosse un flusso continuo di affezionati pronti a pregare». Roberto Di Miceli, 40 anni, è stato il maestro decoratore che ha dato nuova vita alla madonnina. Ed è stato possibile solo grazie a una colletta organizzata dal quartiere. Mesi fa Il Messaggero diede voce ai residenti preoccupati per le condizioni del mosaico che ritrae la madonnina.

La chiesa ha creato un conto corrente per depositare le offerte e in centinaia hanno partecipato. I lavori sono iniziati a maggio e sono durati una decina di giorni. Si è trattato di ripulire, ricostruire le parti mancan ti «poi c’è stato un ritocco a livello pittorico» aggiunge ilmaestro Di Miceli, siciliano che aveva già svolto alcuni lavori per la parrocchia. Infine sono stati messi dei prodotti per proteggere il mosaico.

Risplende anche la seconda icona presente sul muro, anch’essa restaurata. E grazie a Di Miceli «abbiamo scoperto che sulla madonnina c’è una data, “1917” e non 1947 come sembrava». La tradizione popolare racconta che l’icona sia stata messa per volontà di una nobildonna dopo che una bomba lanciata non esplose. Il restauro è costato 3500 euro, intanto i fedeli hanno raccolto 2400 euro. «A settembre inaugureremo la struttura, inviteremo anche il V Municipio e faremo una grande festa. Poi riprenderemo a recitare il rosario davanti alla madoninna di targo Frenesie ogni sabato pomeriggio così come abbiamo fatto da anni ormai».

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