Salute: epatite C, nel Lazio stanziati 8 milioni per 2021/22

A Roma il 10 e 11 novembre il convegno su HCV

Medici
(immagine di repertorio)

La Regione Lazio avra’ a disposizione per quest’anno e per il prossimo una cifra pari a poco piu’ di 8 milioni e 100mila euro da utilizzare per lo screening precoce dell’HCV.

“La ripartizione viene fatta in base al bacino d’utenza, per cui ogni azienda Asl potra’ gia’ conoscere la quantita’ di denaro che ricevera’ da questo fondo”: lo ha riferito Claudio Leonardi, Direttore Dipartimento Tutela delle Fragilita’ ASL Roma 2 e Presidente della Societa’ Italiana Patologie da Dipendenza (SIPaD).

Leonardi e’ intervenuto in occasione del corso di formazione Ecm sulla gestione dei tossicodipendenti con Epatite C, organizzato dal provider Letscom E3 con il contributo non condizionante di AbbVie.

Leonardi ha aggiunto che “purtroppo non e’ stata istituita una cabina di regia e per quanto ne possa sapere non e’ stato identificato nemmeno il referente per i Ser.D., che dovra’ comunque seguire l’iter dell’intero processo di screening precoce. Vi garantisco che sin dalla prossima settimana saro’ una spina nel fianco nelle istituzioni regionali per avviare questa operazione il piu’ precocemente possibile, se non gia’ fatto, in modo tale da accelerare i tempi dell’inizio di tutte le attivita’”.

Il Presidente SIPaD si e’ poi soffermato sulla necessita’ di strutturare i Ser.D. con point of care e ha dichiarato che “ovviamente la Societa’ Italiana Patologie da Dipendenza si pone in maniera del tutto favorevole. Come societa’ scientifica abbiamo gia’ gestito uno studio multicentrico, oggetto di una comunicazione che verra’ fatta tra il 12 e il 15 novembre. Si tratta di un convegno virtuale, la comunicazione e’ stata infatti registrata all’Associazione americana per lo studio delle patologie del fegato che si terra’ a Boston, dove sono stati presentati dati che riguardano circa 900 soggetti testati nei vari servizi del territorio nazionale secondo la tecnica del test rapido.

Per questo motivo tale argomento, cosi’ come altri che ruotano attorno alle problematiche dell’HCV, saranno oggetto di discussione durante il nostro prossimo convegno nazionale, il sesto, che si terra’ a Roma il 10 e l’11 novembre prossimi”. Al corso ha preso parte anche il Dottor Giancarlo Gimignani, Direttore Unita’ Operativa Medicina Interna, ASL Roma 4.

Il medico ha spiegato che “sono circa 400 i pazienti affetti da epatite C valutati negli anni da questa ASL” e ha informato che “la maggior parte sono pazienti che provengono dal territorio, una quota parte sono i pazienti della popolazione carceraria e una quota parte sono invece quelli che provengono dai Ser.D.”. Gimignani ha sottolineato che “la maggior parte dei pazienti provenienti dal territorio ha pero’ avuto un contatto con il mondo dell’uso di sostanze stupefacenti. La stessa cosa vale per quanti sono stati screenati e testati nella popolazione carceraria. Di questi, la maggior parte ha avuto contatti con il mondo della droga”.
Secondo il Dottor Gimignani “i test rapidi sono l’unica, vera carta vincente per far emergere il sommerso, perche’ le epatopatie virali croniche sono asintomatiche e vanno scovate attraverso una ricerca sistematica”.

L’esperto ha infine elogiato il Lazio sul tema della cura e del trattamento dell’Epatite C, affermando che “la Regione Lazio e’ una di quelle che hanno trattato di piu’ in Italia i pazienti con epatite C. Bene anche la ASL Roma 4, che ha trattato i pazienti pur partendo con un discreto ritardo, avendo avuto la possibilita’ di erogare farmaci antivirali con due anni di ritardo”, ha concluso.

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