Meno code al pronto soccorso, più assistenza vicino a casa. È questa la promessa dietro il piano della Regione Lazio per le Case di comunità, le strutture sanitarie di prossimità che il presidente Francesco Rocca vuole portare a regime entro la fine di giugno.
Il progetto prevede 130 Case di comunità su tutto il territorio regionale. Oggi quelle operative sono circa 40, ma Rocca ha assicurato che entro l’estate il quadro sarà completo. “È un lavoro che mi ha visto impegnato dall’inizio dell’insediamento”, ha dichiarato il governatore intervenendo su Rai Radio 1.
Ma cosa sono, concretamente, queste strutture? Si tratta di strutture sanitarie dove i cittadini – soprattutto i più fragili e i più anziani – possono trovare assistenza medica completa. Non solo il medico di base, ma anche infermieri, specialisti, fisioterapisti e servizi sociali. Professionisti che lavorano fianco a fianco, in modo coordinato, invece di rimandare il paziente da uno studio all’altro. Il senso di queste strutture è quello di alleggerire la pressione sui pronto soccorso, intasati spesso da accessi che potrebbero essere gestiti a un livello di cura precedente. Una sfida che non riguarda solo il Lazio: in tutta Italia il territorio è il grande malato della sanità pubblica, storicamente sottofinanziato rispetto all’ospedale.
Se i tempi annunciati saranno rispettati, entro l’estate il Lazio avrà costruito una delle reti di medicina territoriale più estese d’Italia.