Sanità Lazio: al Policlinico Gemelli la seconda banca del latte umano donato

Il progetto volto a sensibilizzare le neo mamme e a valorizzare la raccolta del latte materno destinata soprattutto ai neonati della terapia intensiva neo natale

Dopo tanto lavoro, e grazie all’impegno di tutte le parti, il Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” si è dotato di una Banca del latte umano donato, che consentirà alle neo mamme che potranno e vorranno, di donare il latte in eccedenza che verrà conservato in una cosiddetta banca del latte, e che sarà destinato per la maggior parte ai piccoli che si trovano nei reparti di terapia intensiva neo natale. 

Ai microfoni di Radiocolonna.it il direttore della U.O.C. di Neonatologia del Gemelli, Prof. Gianni Vento. “Lo scorso 17 novembre, in occasione della Giornata Mondale della Prematurità – afferma – abbiamo presentato il progetto di una banca del latte umano donato, che finalmente è diventato realtà. Il latte donato deve essere adeguatamente conservato e refrigerato, seguendo tutta una serie di regole che servono a far funzionare un apparato, con una organizzazione completa e complessa”.

Le banche del latte umano donato in Italia sono circa quaranta, distribuite soprattutto nel Nord Italia, con alcune regioni che ne hanno anche 6-8 sul proprio territorio e con una organizzazione regionale molto efficiente, mentre ad esempio nel Lazio fino ad oggi era disponibile solo una banca presso l’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù”. Il Policlinico Gemelli ha fatto questa scelta perché ogni anno ha la possibilità di intercettare più di 4.500 future mamme. La direzione dell’ospedale ha quindi deciso di sensibilizzare queste donne già durante i corsi pre-parto per far conoscere della possibilità di donare il latte materno in eccesso a strutture preposte che lo destinano ai neonati prematuri in terapia intensiva. 

Le varie banche del latte sono coordinate da una associazione che le raggruppa e ne promuove di nuove insieme alla Società Italiana di Neonatologia, e questa forte spinta è dovuta al fatto che sempre più spesso i medici ricordano come l’allattamento al seno (o comunque con latte materno umano) nei primi sei mesi di vita è molto importante e che i primi 1000 giorni di vita di un bambino sono fondamentali per il suo sviluppo psico-fisico, soprattutto se questi piccoli si trovano in terapia intensiva neo natale perché nati prematuri.

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