Sanità: pronto soccorso Lazio sovraffollati. Assotutela: “Ambulanze bloccate”

Il tutto, in primo luogo è imputabile a un mancato piano di assunzioni, che non consentirebbe l'attivazione di nuovi reparti", sottolinea il presidente Michel Maritato

(immagine di repertorio)

“Attenuata la pandemia, affievoliti i casi di influenza, diminuiti i ricoveri per Covid ma il sovraffollamento in pronto soccorso nella Regione Lazio non cessa. La situazione è fuori controllo e non passa giorno in cui non arrivi l’allarme da parte delle cronache locali dei quotidiani”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Maritato.

“Ogni giorno, nel pronto soccorso dei maggiori ospedali cittadini, in media le ambulanze ferme sono sempre una cinquantina. Una situazione inconcepibile. Il tutto, in primo luogo è imputabile a un mancato piano di assunzioni, che non consentirebbe l’attivazione di nuovi reparti – sottolinea il presidente – mentre il resto è certamente imputabile ai selvaggi tagli lineari di posti letto dell’ultimo decennio, che hanno decimato gli ospedali del Lazio con la chiusura di 16 di questi e ben 3600 letti in meno, un numero da paura. Tanto che in alcune zone di Roma Est, dalla media di 3,7 posti per 1000 abitanti si scende a 2,9: una situazione ingestibile. A cui fa da contraltare un costante aumento della spesa dello Stato per la sanità, cresciuta in valore assoluto negli ultimi 20 anni”, denuncia Maritato.

Secondo il presidente, le figure professionali più carenti sarebbero tra il personale medico, tecnico e infermieristico. “Figure preminenti – sottolinea – per garantire una assistenza sicura. Non smetteremo mai di denunciare tale problema che non può diventare consuetudine. E crescono le difficoltà per gli operatori del 118 in quanto il servizio si trova a gestire gravi criticità, con notevoli ripercussioni dovute anche allo scarso numero dei mezzi di soccorso a disposizione ma da tempo, le nostre parole rimbombano nel vuoto pneumatico causato da coloro che dovrebbero provvedere”, conclude Maritato.

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