Da simbolo di una crisi che rischiava di travolgere una delle eccellenze italiane della riabilitazione neurologica, a modello di rilancio istituzionale. Con il passaggio, dall’1 luglio, dell’Irccs Santa Lucia di Roma alla Fondazione Life, si chiude la gestione commissariale avviata il 7 ottobre 2024, che ha permesso di risanare una grave situazione debitoria e di scongiurare il rischio di chiusura per uno dei principali centri italiani di neuroscienze e neuroriabilitazione.
Un lavoro congiunto tra istituzioni
Il risanamento è stato reso possibile dall’intervento della Fondazione Life, costituita da Regione Lazio, Inail ed Enea Tech e Biomedical, in un percorso che ha coinvolto il ministero delle Imprese, il ministero della Salute e la Regione Lazio, grazie all’opera dei commissari straordinari Andrea Azzaro, Marco Lacchini e Annarita Panebianco. Il piano di rilancio è stato presentato nel centro congressi dell’Istituto dal ministro Adolfo Urso, dal ministro Orazio Schillaci e dal presidente della Regione Francesco Rocca, insieme al presidente della Fondazione Life Giuseppe Lucibello, al presidente Enea Tech Giovanni Tria e al presidente Inail Fabrizio D’Ascenzo.
Più posti letto e nuove assunzioni
Il piano prevede l’ampliamento dei posti letto da 325 a 365, con la revisione di due reparti, e il rafforzamento dell’organico con circa 100 nuovi infermieri, oltre 70 professionisti della riabilitazione, 26 operatori socio-sanitari e 24 dirigenti medici. Rocca ha annunciato non meno di 150 nuove assunzioni complessive: a fine anno la forza lavoro raggiungerà circa 1.000 dipendenti. Già inaugurato il nuovo padiglione per la riabilitazione ambulatoriale.
Gli investimenti sulla ricerca
Schillaci ha ricordato il sostegno garantito all’Istituto, coinvolto in 15 progetti nell’ambito di Horizon Europe grazie a un investimento di oltre 3,5 milioni di euro, a cui si aggiungono oltre 500mila euro per l’ammodernamento delle infrastrutture e circa 14 milioni ottenuti attraverso 14 progetti finanziati dal Pnrr. “Gli Irccs sono i luoghi in cui la ricerca consente di trasformare rapidamente le nuove conoscenze scientifiche in terapie più efficaci”, ha sottolineato il ministro.
Le parole delle istituzioni
Urso ha parlato di un dossier “che sembrava compromesso e che molti volevano fosse compromesso”, rivendicando il risultato raggiunto grazie alla sintonia tra le istituzioni. Visibilmente commosso il presidente Rocca, che ha ricordato l’impegno preso quasi tre anni fa davanti ai lavoratori dell’Istituto, quando promise che il Santa Lucia non avrebbe chiuso. Il presidente Inail D’Ascenzo ha infine sottolineato come “il pubblico, quando sa organizzarsi bene, riesce a risolvere anche le situazioni più complicate”.
Il futuro dell’Istituto
Il nuovo corso del Santa Lucia punterà sullo sviluppo delle neuroscienze e della riabilitazione neurologica, con servizi dedicati a pazienti con ictus, malattie neurodegenerative, amputazioni e lesioni midollari. Tra i progetti avviati anche un nuovo blocco ospedaliero per la chirurgia e il potenziamento dell’attività di ricerca, che coinvolge oltre 300 ricercatori attivi presso l’Istituto.