Scuola a Roma: genitori spaventati anticipano le vacanze, “intere classi deserte”

Dal Visconti al Valente, aule vuote in tutta la città: "Proteggono le feste" Ma i ragazzi più grandi organizzano party. Rusconi: "Rispettate le regole"

Il tasso di incidenza tra i più piccoli aumenta e le scuole si svuotano prima del previsto. Già: con oltre 2500 positivi tra 0 e 18 anni, le famiglie che possono lavorare in smart working o che hanno già a disposizione una baby sitter hanno scelto di non far andare più i bambini a scuola, da ieri, tentando di schivare l’ennesima quarantena o il contagio. Rientreranno direttamente dopo l’Epifania. Lo rileva ‘La Repubblica’.

Succede, per esempio, all’istituto comprensivo Visconti, dove ieri, racconta al quotidiano  la preside Pierà Guglielmi una classe intera ha deciso “arbitrariamente” di iniziare le vacanze di Natale in anticipo. Quantomeno – aggiunge – hanno scritto alla scuola avvisando. Stessa storia all’ Ict Giovan Battista Valente: ‘’Già da domenica pomeriggio – spiega la dirigente  Rosamaria Lauricella – molte famiglie hanno anticipato  per email l’assenza dei propri figli per motivi familiari, in modo da non produrre certificazione medica per questi prossimi ultimi giorni».

Ma dietro ai “motivi familiari”, in realtà, c’è la decisione di “evitare eventuali rischi di contagio che potrebbero condizionare e rovinare le vacanze ormai prossime”. E così le scuole, dove ancora si contano all’incirca mille classi in quarantena, si svuotano perché “i genitori – prosegue Lauricella – non vogliono mettere in pericolo le loro feste e le loro uscite”. Come quelle coi nonni anziani, i fragili per eccellenza.

Il fenomeno, dal Centro alla periferia, è più diffuso tra i bambini delle elementari (6-10 anni). Quelli, cioè, dove tasso di incidenza è più alto: 42,2 nella settimana tra il 6 e il 12 dicembre, secondo i dati più recenti messi a disposizione della Regione Lazio. Un numero di poco più basso rispetto a quello del periodo 29 novembre – 5 dicembre, ma più alto di 10 punti rispetto settimana dal 15 al 21 dello stesso mese. Ma i casi, col Natale alle porte, non sono bassi neanche tra le altre fasce d’età, medie e superiori incluse .

All’istituto di istruzione superiore Croce Aleramo le classi sono già in didattica a distanza da ieri, dopo “il parere del medico competente nominato dall’istituto” e considerati gli otto positivi, “l’impossibilità di tracciamento dei casi segnalati e l’obiettivo prioritario di garantire e tutelare la salute a tutta la comunità scolastica”.

Il 22 dicembre, ultimo giorno di scuola, gli studenti saranno invece in assemblea. Virtuale, s’intende; da dietro al loro pc, dopo il canonico appello, gli studenti conosceranno i “rappresentanti d’istituto neoeletti”. E si confronteranno anche sull’occupazione conclusa da poco.

La stessa sera gli studenti del Morgagni, del Manara e del Virgilio si incontreranno alle 21.30 all’Acrobax, in via della Vasca Navale, per un “Savage party”, una festa di fine anno a cui è possibile accedere – precisano gli studenti solo se si è interni alla scuola. E ovviamente con Green pass, che però non significa in automatico negatività al Covid-19. Gli assembramenti dei giovani, anche se a vacanze di Natale iniziate, preoccupano però i presidi, che già in queste ultime settimane hanno avuto a che fare coi problemi delle occupazioni (ieri un altro tentativo al Galileo Galilei, che è polo tecnologico). Per questo, dice Mario Rusconi dell’Associazione nazionale presidi “ci auguriamo che bambini e ragazzi rispettino in famiglia e fuori dalla famiglia misure igienico sanitarie” per poter rientrare in classe in sicurezza. Altrimenti la fuga da scuola, dicono i dirigenti, sarà forzata, a causa di nuove quarantene.

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