Scuola/ occupazioni: Rusconi, manca una risposta da chi gestisce l’ordine pubblico

Il presidente dell’ANP del Lazio con Radicolonna.it fa il punto della situazione occupazioni nelle scuole di Roma senza risparmiare critiche. Comprende alcune richieste gli studenti, ma lamenta soprattutto i tanti danni negli edifici per i quali gli studenti dovrebbero rispondere.

In queste settimane in città sono decine le scuole occupate, per pochi o per molti giorni e alla fine con più o meno gravi danni. E’ un fenomeno che interessa soprattutto la Capitale.  Mario Rusconi, Presidente della Associazione Nazionale Presidi del Lazio, non ha parole tenere e soprattutto di fronte  a gravi danneggiamenti sollecita ‘’una chiara risposta da chi gestisce l’ordine pubblico della città’’.

“Le occupazioni – rileva –  si stanno diffondendo a macchia d’olio e in molti casi andranno avanti fino alla chiusura prevista per le vacanze di Natale, ma sono in realtà solo il proseguimento di un rito ormai pluridecennale, stanco e privo di senso  se non relativamente ad alcune delle richieste che i ragazzi fanno e che dovrebbero essere prese in considerazione, soprattutto quelle che riguardano il decadimento degli edifici scolastici,  che non sono comunque di competenza è degli Istituti, né del Ministero’’.

Rispetto al tema spiacevole dei danni lasciati nelle scuole ad termine del periodo di occupazione il presidente dell’ANP del Lazio sottolinea che lascia sempre perplessi e disgustati  che alla fine di queste occupazioni spesso ci sono decine se non centinaia di migliaia di euro di danni, come nel caso dalla scuola “Albertelli” e – aggiunge  – non si capisce perché l’occupazione, che nasce spesso con l’idea sbandierata dai ragazzi di avere una scuola più organizzata, pulita ed efficiente, porti a lasciare in condizioni molto peggiori l’Istituto, con i danni che dovranno essere sistemati da parte dell’ente locale’’.

I danni chi li paga? “Se alcuni dei ragazzi occupanti sono identificati dalla polizia, perché sono stati “visualizzati” dal preside o dagli insegnanti – risponde Rusconi – è chiaro che poi la scuola potrà fare un’azione di rivalsa dal punto di vista civilistico per danni apportati, tenendo presente che i danni ad un bene dello Stato come una scuola comportano anche una denuncia, ma di solito non viene identificato nessuno e pagano o il comune o la città Metropolitana, ovvero tutti noi con le nostre tasse – conclude  –  addirittura certi colleghi mi hanno detto di aver chiesto lo sgombero, ma molto spesso queste richieste non sono vengono nemmeno prese in considerazione, anche in caso di violenza e danneggiamento, ovvero quando siamo sul penale. Ecco su questo vorremmo una chiara risposta da parte di chi gestisce l’ordine pubblico nelle città”.

Infine sulla situazione pandemica di Covid-19 nelle scuole il Presidente Rusconi commenta: “Secondo me nelle scuole la profilassi anti-covid è rispettata al 100%, tranne in aule troppo piccole dove la mancanza di spazi non consente il distanziamento tra i banchi. Secondo me le infezioni avvengono spesso fuori dalla scuola, all’interno della quale noi garantiamo le condizioni di profilassi, ma se all’esterno le famiglie non vigilano sulla salute dei ragazzi la situazione è difficile, pertanto confidiamo nella responsabilità di tutti”.

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