Scuola: presidi, obbligo vaccinale scelta saggia, ma restano molti nodi

La difficoltà di controllare tutti e di come comportarsi con chi deciderà di non vaccinarsi. I sindacati critici perché non consultati

Passare dalla regola alla pratica. Il nuovo super green pass e l’obbligo vaccinale per il personale scolastico lasciano molti nodi da sciogliere. Non è ancora chiaro come si procederà con chi deciderà di non vaccinarsi.

“Fino ad oggi – commenta al ‘Corriere della Sera’ Mario Rusconi, presidente dell’Associazione presidi di Roma – per chi veniva a scuola senza green pass si prevedevano 5 giorni di assenza non giustificata prima della sospensione, ora dobbiamo capire se verrà mantenuta questa procedura o se la sospensione sarà immediata”.

Inoltre, avverte Rusconi, dal 6 dicembre sarà un problema portare i ragazzi nei musei, cinema e teatri, dove si potrà accedere solo con il super green pass: “A scuola vige la regola che non permette di chiedere ad uno studente se è vaccinato, ma è un’incongruenza e adesso sarà ancora più difficile organizzare le visite d’istruzione”.

Le risposte dovranno arrivare dal ministero dell’Istruzione. I dirigenti scolastici che giudicano la scelta dell’obbligo vaccinale “saggia e condivisibile”, dovranno fare i conti con “diverse migliaia fra insegnanti e dipendenti non vaccinati”.

Secondo le stime dell’Associazione presidi: “Su circa un milione e duecentomila lavoratori se soltanto un 10% di loro entrasse a scuola con il tampone vorrebbe dire un esercito di 120mila persone”. L’obbligo vaccinale non convince invece i sindacati. “È stato deciso senza consultarci”, denuncia al ‘Corriere della Sera’ Viviana Salzillo, coordinatrice di Gilda degli insegnati Roma. “Non ci spieghiamo poi – prosegue perché l’obbligo riguarda solo alcune categorie e non ad esempio tassisti e commesse che sono a contatto con gli utenti”.

Tuttavia, rivela la coordinatrice di Gilda: “La maggior parte degli insegnanti sono vaccinati”. Dello stesso avviso il segretario della Uil Lazio, Saverio Pantuso: “L’obbligo non può essere selettivo”. E aggiunge: “Nelle scuole manca il tracciamento, i presidi sanitari e la riduzione degli alunni nelle classi”. Intanto nelle scuole si rimane in attesa. “Qualche renitente al vaccino potrebbe prendersi giorni di ferie o di malattia fino a Natale”, è la preoccupazione di Valeria Sentili, preside dell’Istituto comprensivo San Biagio Platini che in questi giorni deve fare i conti con un aumento dei contagi. “Ho 4 classi in quarantena – racconta la dirigente – e alunni in dad perché sono stati a contatto con un positivo in famiglia o facendo sport”.

Va meglio negli istituti superiori dove però continua la confusione sui protocolli per la gestione delle quarantene. “Le Asl procedono caso per caso – racconta Paola Senesi, preside del liceo Giulio Cesare – i genitori sono disorientati. Inoltre tra il tampone antigenico e la conferma del molecolare viviamo in un limbo. Spero si potranno presto chiarire questi aspetti”.

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