Scuola: Regione Lazio, addio certificato medico dopo malattia

Ok articolo 'collegato',resta solo per casi profilassi nazionale

Addio anche nel Lazio al certificato medico per tornare a scuola dopo una malattia. E’ quanto prevede un articolo, appena approvato dal Consiglio regionale, contenuto nel cosiddetto ‘collegato’ al Bilancio, in questi giorni in discussione alla Pisana. Il provvedimento, che sarà operativo quando l’intera legge 55-2018 sarà approvata dall’Aula, è stato presentato in Aula dall’assessore alla Sanità Alessio D’Amato, e prevede, fatta eccezione per alcuni casi specifici, di far cessare “l’obbligo di certificazione medica per assenza scolastica per più di cinque giorni”.

Ciò, ha spiegato D’Amato, “per la semplificazione amministrativa in materia di sanità pubblica e per l’efficacia delle prestazioni sanitarie nel territorio regionale”. I certificati resteranno obbligatori solo in caso di “misure di profilassi previste a livello internazionale e nazionale per esigenze di sanità pubblica” o se “i soggetti richiedenti siano tenuti alla loro presentazione in altre Regioni”. Negli altri casi, come del resto avviene già in altre Regioni tra cui la Lombardia, i bambini potranno tornare a scuola senza il ‘bollo’ del pediatra.

Contrario al provvedimento il M5s: il consigliere Davide Barillari ha presentato una serie di emendamenti, respinti dall’Aula, che prevedevano di allargare la casistica per cui mantenere l’obbligo del certificato, ad esempio qualora la scuola segnalasse al genitore “uno stato di alterazione non meglio identificato dall’insegnante, per il quale è necessaria una visita di approfondimento”. D’Amato ha però replicato che la norma “già da 15 anni vige in Lombardia, e che è stata scritta dopo aver consultato le più importanti autorità mediche e sanitarie. Si tratta dunque di una misura esclusivamente di semplificazione”.

 

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