Scuola: sindacati contro Gualtieri, su “servizi asili nido si comporta come giunta precedente”

Le sigle sindacali chiedono il ritiro della "gara a doppio oggetto" che favorisce "gli interessi dei privati", a discapito dei lavoratori di Roma Multiservizi

“Inaccettabile la scelta che il Comune di Roma Capitale ha deciso di compiere sulla gestione del servizio scolastico integrato negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia capitoline, attualmente garantito dai lavoratori operai ed impiegati della Roma Multiservizi Spa; servizio essenziale e di interesse generale”. Così in una nota Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti regionali.

“Nel confronto con le organizzazioni sindacali – continua la nota – il capo gabinetto del sindaco” Albino Ruberti “conferma di voler agire in perfetta continuità con la giunta precedente dando corso all’aggiudicazione della gestione del servizio attraverso la gara a doppio oggetto, che da sempre Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti hanno contestato perché non garantirebbe, ancora una volta né la qualità del servizio reso alla cittadinanza e la sua universalità, né la stabilità salariale e occupazionale di tutti i lavoratori coinvolti”.

“Ciò che appare incomprensibile, se non surreale, è che le forze politiche che oggi governano la città sono le stesse che, nella precedente legislatura, si sono schierate al fianco dei lavoratori condividendone motivazioni ed obiettivi e affermando che il servizio essenziale svolto, ausiliario a quello educativo, non poteva essere lasciato al mercato che avrebbe badato al profitto e non alla tutela del lavoro e di un servizio alla cittadinanza”, continua la nota. “Il percorso che si sta scegliendo per il destino dei lavoratori di Roma Multiservizi e per le attività essenziali e di interesse generale, anche nei plessi scolastici, disconosce qualsiasi intenzione di natura strategica sulle società partecipate, nei confronti della quale il sindaco stesso si era impegnato in campagna elettorale e nel rapporto con le organizzazioni sindacali confederali. Un’operazione del genere non ha nulla a che vedere con un progetto di razionalizzazione delle società di proprietà dell’ente locale e di efficientamento dei servizi offerti alla cittadinanza, al contrario si dismettono dei beni comuni per garantire le realtà private”.

“Ma così non va. Le organizzazioni sindacali non hanno cambiato idea: i lavoratori di Roma multiservizi che da anni, pur essendo punto di riferimento per le famiglie romane e per i cittadini che fruiscono dei servizi educativi, vivono una condizione di ricattabilita’ e di lavoro povero meritano un’occupazione dignitosa e dunque, l’unica soluzione possibile è la gestione del servizio da parte di una società di primo livello a diretta ed immediata verifica del buon funzionamento di tutti i servizi essenziali a lei affidati. Non crediamo all’affermazione di chi oggi rappresenta il Comune di Roma e afferma che per arrivare all’obiettivo è necessario passare per la creazione della newco della gara a doppio oggetto bandita dalla giunta Raggi per poi, al termine dei sei anni di gestione previsti dal bando, rilevare il 49 per cento delle azioni detenute dalla società privata aggiudicataria. È solo l’ennesima promessa nei confronti dei lavoratori che, come quelle fatte in ogni campagna elettorale, non sarà mantenuta. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti ribadiscono che la scelta della gestione del servizio da parte di una società partecipata, che sia essa esistente o neocostituita, del Comune di Roma Capitale va fatta oggi”, continua la nota.

“Il Comune di Roma Capitale deve ritirare la gara a doppio oggetto, su cui è ancora pendente il giudizio alla Corte di giustizia europea su un ricorso avanzato da Roma Multiservizi, e procedere con tutte le azioni necessarie per far svolgere il servizio in house, nell’immediato, prima che scada la scandalosa gara ponte che lo scorso luglio ha conferito il servizio in appalto per un anno”, aggiungono i sindacati. “Richiamiamo il Comune di Roma alla responsabilità e chiediamo che scopra il coraggio di fare una scelta politica per l’affermazione di forme di lavoro dignitose e perché le società partecipate non siano più considerate serbatoi di risorse pubbliche sprecate ma strumenti per la buona qualità di vita della cittadinanza. Abbiamo convocato i lavoratori in assemblea e con loro decideremo quali forme di mobilitazione promuovere perché questo è l’obiettivo che vogliamo raggiungere”.

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