Scuole aperte/Lazio: 474 istituti hanno ripreso l’attività

Gli studenti hanno accolto con favore le giornate in presenza per potenziare apprendimento e competenze.

Studenti romani

I ragazzi dell’istituto professionale Livatino di Palestrina stanno trasformando i vecchi banchi biposto che non servivano più in installazioni artistiche, all’Agrario Sereni impareranno a fare il gelato, all’istituto d’arte Enzo Rossi è in corso una vera e propria riqualificazione degli spazi della scuola con mosaici e street art, e poi trekking, robotica, droni…

‘’Il Corriere della Sera’’ riporta che c’è molto entusiasmo nelle scuole che hanno scelto, o hanno potuto, perché sono riuscite ad ottenere i fondi, di accettare la sfida proposta in quest’anno di pandemia dal ministero dell’Istruzione: l’idea delle scuole aperte anche d’estate per potenziare apprendimenti e competenze, certo, ma anche per recuperare quella socialità che tanto è mancata ai ragazzi chiusi a casa in Dad.

C’erano tre tipi di finanziamento; i fondi Pon, quelli dell’ex legge 440 e del decreto Sostegni. Un pacchetto complessivo di 510 milioni che per le scuole hanno rappresentato un’occasione anche se non tutte erano attrezzate per affrontare î Pon, Redigere questi progetti non è semplice, servono professionalità per imbastire i piani, rendicontarli, trovare adesioni: alla fine nel Lazio si sono candidate 474 scuole su 1.109, un buon numero anche se non tutte poi sono state scelte.

Per chi ha «vinto», invece, le attività sono partite e proseguiranno, con una pausa ad agosto, il prossimo anno. Tra questi c’è l’istituto comprensivo Margherita Hack di Monteverde, che pure come gli altri comprensivi non ha mai chiuso ad eccezione delle due settimane di zona rossa: «E’ vero – racconta al Corriere della sera’’ il preside Massimo La Rocca – ma le famiglie hanno bisogno di supporto, specie in questa fase che segna la ripresa dell’attività lavorativa dei genitori. Lo dimostra il fatto che hanno aderito 120 su circa 1.300 alunni, il 20% circa di quelli della primaria».

Da metà giugno a metà luglio sono quindi attivi i corsi, adesso robotica e coding per il pensiero computazionale, poi a settembre (tra gli altri) laboratori artistici, linguistici e teatrali. Grande adesione, 150 ragazzi su 600 e praticamente tutti i prof anche all’istituto di Palestrina: «I docenti sono arrivati alla fine dell’anno molto stanchi, all’inizio c’era un po’ di scetticismo spiega, sempre al ‘’Corriere’’ la preside Annamaria Conti -, ma poi hanno capito che l’occasione non andava sprecata anche perché durerà nel tempo e ora sono entusiasti».

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