Tar, a Roma sei mesi di tempo per migliorare mobilità per disabili

Accolta class action del Codacons

Entro sei mesi Roma Capitale dovra’ adottare ogni atto necessario per migliorare la mobilita’ per i disabili e la sicurezza stradale. Cosi’ il Tar del Lazio in una sentenza con la quale ha accolto un intervento del Codacons nell’ambito di una class action promossa contro l’amministrazione capitolina.

Con l’impugnativa in questione, l’associazione di consumatori si era rivolta ai giudici amministrativi al fine di far accertare la violazione dell’obbligo a provvedere agli interventi previsti nel “Documento Unico Programmatico 2018-2020” e riportati nei successivi DUP 2019-2021 e 2020-2022, nonche’ a ogni misura idonea a ripristinare la corretta manutenzione stradale riportando in termini di normale tollerabilita’ le condizioni del manto stradale del territorio cittadino. Il ricorso era stato proposto dall’ex ministro della famiglia con delega alla disabilita’ Antonio Guidi (ma la parte che lo riguarda e’ stata dichiarata “inammissibile”).

Quanto alla parte di ricorso proposta dal Codacons – volta a ottenere il rispetto degli standard qualitativi ed economici stabiliti da Roma Capitale con il Piano della Performance 2018-2020 per il servizio di manutenzione stradale – i giudici l’hanno ritenuta “parzialmente fondata”. Gli standard qualitativi ed economici invocati in giudizio erano quelli stabiliti dal Piano della Performance 2018-2020 adottato da Roma Capitale e successivamente declinati dal Documento Unico di Programmazione 2018-2020 di Roma Capitale (il cosiddetto “DUP”) sotto forma di obiettivi strategici generali, a ciascuno dei quali corrispondono obiettivi operativi piu’ analitici e dettagliati. Secondo il Tar “emergono dal DUP 2018-2020 alcuni specifici obiettivi strategici ed operativi – strettamente afferenti all’interesse collettivo azionato nel presente giudizio, id est l’interesse delle persone disabili alla sicurezza delle condizioni stradali – che Roma Capitale non ha provato di aver raggiunto e che, pertanto, vanno considerati insoddisfatti”.

E “dalla mancata dimostrazione della puntuale realizzazione dei summenzionati obiettivi strategici ed operativi discende l’obbligo di Roma Capitale di porre in essere ogni iniziativa necessaria per la loro esecuzione, fatta salva ogni azione eventualmente gia’ compiuta o intrapresa a tal riguardo”. Motivo questo che ha portato all’accoglimento parziale del ricorso proposto con l’ordine a Roma Capitale “di adottare ogni atto eventualmente necessario per la realizzazione degli specifici obiettivi strategici ed operativi del DUP 2018-2020 indicati in motivazione (segnatamente l’obiettivo strategico chiamato “Migliorare la mobilita’ per i disabili”, nonche’ l’obiettivo strategico chiamato “Migliorare la sicurezza stradale intervenendo su infrastrutture, veicoli ed utenti, anche sulla base del lavoro svolto dalla consulta cittadina della sicurezza stradale. Messa in sicurezza di intersezioni stradali e punti a piu’ alto rischio di incidentalita’” integrato dal corrispondente obiettivo operativo indicato in motivazione) entro 180 (centottanta) giorni dalla comunicazione o notificazione della presente sentenza”.

E per far tutto cio’, l’Amministrazione dovra’ utilizzare “le risorse strumentali, finanziarie ed umane gia’ assegnate in via ordinaria e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, nonche’ fatta salva ogni azione eventualmente gia’ compiuta o intrapresa per l’esecuzione di detti obiettivi”. Quanto al ricorso proposto dal prof. Guidi, lo stesso e’ stato ritenuto inammissibile “per difetto di allegazione di una specifica condizione processuale prescritta dalla disciplina di legge speciale che governa il caso de quo, e cioe’ quella della ‘lesione diretta, concreta ed attuale dei propri interessi'”.

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