Un’isola greca ti paga per viverci, ma l’offerta non è per tutti

Ad Antikythera, per fermare lo spopolamento, offrono 500 euro al mese per tre anni a giovani famiglie disposte a trasferirsi. Ma la storia non è così semplice

Ha fatto il giro di mezzo mondo la notizia che Antikythera (Anticitera in italiano) – selvaggia isola greca in mezzo al Mediterraneo (che si trova vicina alla più nota Creta) – offrisse 500 euro al mese per tre anni alle giovani famiglie che volessero ripopolarla, visto che può contare solo su 20 abitanti fissi durante l’anno. Una prospettiva apparentemente allettante per molti.

La storia – raccontata per la prima volta dalla giornalista Maria Petrakis sul Los Angeles Times descrive – è quella di un’isola dalle incantevoli bellezze naturalistiche ma anche un luogo dove vivere non è affatto semplice. Anche qui, come nel resto della Grecia, crisi finanziaria, emigrazione e basso tasso di natalità hanno inciso sul tessuto sociale, spopolandola di fatto e facendo scomparire servizi necessari come scuola e supermercati.

Ad oggi quindi la notizia – più che l’allettante possibilità di essere pagati per vivere in un paradiso terrestre, – è che l’unica scuola presente nell’isola, orma chiusa da 24 anni, ha riaperto lo scorso settembre, quando sono arrivati da Atene i tre bambini della famiglia Andronikos (Anastasia, 11 anni, Stamatia, 8 anni e Iakovos, 6 anni).

Il tentativo di ripopolamenti, infatti, è già partito e i pionieri sono Dionysis e sua moglie, Despina, di fatto  la prima famiglia ateniese (questo uno dei requisiti) ad essersi trasferita qui per dare ai figli una vita “qualitativamente migliore” rispetto a quella che – spiega Dionysis – avrebbero avuto nella capitale. Anche se lui, per ora, continua a mantenere il suo lavoro ad Atene e a dividersi tra isola e terraferma.

Ma la scelta della famiglia Andronikos non è stata per niente facile e ha richiesto da parte dei due coniugi un lungo periodo di adattamento.  A Dionysis è persino capitato di non poter vedere la famiglia per un mese interro perché per il maltempo i traghetti non potevano attraccare sull’isola.

Secondo quanto racconta il Los Angeles Times, il programma di ripopolamento dell’isola  è gestito dalla diocesi locale della Chiesa Ortodossa, che per ora sta preparando quattro famiglie ateniesi ad abituarsi a vivere in questo lembo di terra, dove mancano servizi e la vita quotidiana può essere molto dura. E’ questo il motivo per cui le famiglie riceveranno 500 euro al mese per tre anni. L’accesso al programma della chiesa, inoltre, non è aperto a tutti e il sistema dei domande è piuttosto complesso e richiede lunghi periodi di attesa. Insomma, Anticitene è sì un paradiso naturale, ma decidere di viverci non è proprio una vacanza.

Anche in Italia sono state numerose le iniziative di ripopolamento da Nord a Sud di borghi ormai disabitati  con la messa all’asta, al prezzo simbolico di 1 euro, di dimore diroccate da ristrutturare. Spesso sono state un flop, come quella lanciata da Vittorio Sgarbi nel 2008, quando era sindaco di Salemi, in provincia di Trapani, in altri casi, come nel comune di Sambuca in Sicilia, le proposte sono arrivate da tutto il mondo (“quella più alta – racconta il sindaco – è stata di 25mila euro da parte di un’ americana della Virginia”) o, come ad esempio in Maremma, nel grossetano, sono servite a rilanciare anche il mercato  immobiliare tradizionale. Insomma, l’iniziativa sembra funzionare, tanto che è nato perfino un sito che raccoglie tutti i bandi che offrono case a un euro (potete trovarle qui).

 

 

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
Radio Colonna