Università: cambia il test di accesso a Medicina. Polimeni: “Numero chiuso centrale per qualità”

La formazione partirà già dalle scuole superiori, ha spiegato la ministra dell'Università e della Ricerca Maria Cristina Messa. Tra le novità della riforma anche la nascita di nuove scuole di specializzazione: quella per le cure palliative e per le cure primarie

Cambia il testo di adesso alla facoltà di Medicina. Gli studenti cominceranno la formazione già dalle scuola superiori. “Dal quarto e dal quinto anno i ragazzi potranno iniziare a fare già i test, collezionando il miglior punteggio tra tutti stilando così una graduatoria finale. In questo modo da seguire un percorso anche di apprendimento oltre che di valutazione”, ha spiegato la ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa, durante l’Agorà democratica “Quale riforma per la formazione sanitaria?”

La riforma piace alla rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, che durante l’Agirà ha spiegato di condividere anche il mantenimento del numero chiuso per l’accesso alla facoltà. “Mi piace parlare di numero programmato – ha spiegato Polimeni – necessario per mantenere la qualità della formazione. Per quanto odioso è un elemento centrale per una formazione di qualità. La riforma che è in corso riguardo alle modalità dei test innoverà il prossimo anno accademico e segnerà sicuramente un passaggio importante. È una possibilità per i ragazzi di utilizzare più slot per misurarsi con un set di test e non di giocarsi tutto in un’unica giornata”.

Tra le novità della riforma anche la nascita di nuove scuole di specializzazione: quella per le cure palliative e per le cure primarie.  “Abbiamo tolto l’imbuto formativo ma non abbiamo lavorato per rendere attrattive scuole di specializzazione già esistenti. A oggi ci sono scuole poco attrattive”.

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