Vaccinazioni: Magi, le Asl in ritardo su provvedimenti per operatori sanitari non vaccinati 

II presidente dell'Ordine dei medici rileva di aver inviato gli elenchi degli iscritti sei mesi fa. Le sospensioni sarebbero "sospese" perché manca la Commissione che giudica i ricorsi

La Regione chiede “licenza” di licenziare gli operatori sanitari che non adempiono all’obbligo vaccinale (“chi in maniera reiterata non vuole vaccinarsi viene demansionato e si può arrivare fino al licenziamento”, avverte l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato), ma il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, intervistato da ‘Il Tempo’ invita alla prudenza: “Eviterei di fare sentenze prima dei processi. In realtà credo che ci sia una scollatura fra la Regione e le varie Asl che stanno facendo passare troppo tempo”.

I provvedimenti delle Asl sono tardivi?

“Certo, le Asl – risponde Magi – sono in ritardo, perché la legge ha concesso ai vari Ordini professionali 3 giorni per inviare gli elenchi degli iscritti. Noi li abbiamo inviati a fine marzo alla Regione, che ha verificato sull’anagrafe vaccinale quelli non in regola con l’obbligo. Da allora sono passati 6 mesi e solo l’Asl di Viterbo finora ci ha inviato la delibera di sospensione, che peraltro riguarda un solo medico. Io penso che nel Lazio non siano più di 30-40 medici, ma non ho dati ufficiali proprio perché le Asl ancora non ci comunicano nulla”.

Neanche sui medici liberi professionisti?

“No, ma anche per loro è l’Asl di competenza (dov’è lo studio o dove risiede il medico) a dover deliberare la sospensione ed inviarla all’Ordine che ne prende atto, però salvo ricorsi. Perché ogni nostra sentenza è impugnabile davanti alla Commissione esercenti professioni sanitarie, che però deve ancora essere nominata dal Ministero, Vanificando cosi anche le nostre azioni disciplinari relative ai cosiddetti medici no-vax: nei 3 casi affrontati finora, infatti, hanno subito fatto ricorso sospendendo di fatto la sospensione perché siamo in attesa di questa benedetta commissione”.

Secondo il report del commissario Figliuolo nel Lazio la prima dose del vaccino è stata inoculata al “100% degli operatori sanitari”: i sospesi non sono stati conteggiati?

“Non saprei. Però posso dire che i dati delle diverse amministrazioni non sono condivisi. Faccio un esempio: ci hanno segnalato un medico romano come non vaccinato mentre in realtà lo era, ma la somministrazione risultava solo dov’è stata fatta, ossia nell’ospedale fiorentino dove il medico lavora”.

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