Vaiolo delle scimmie, nel Lazio i casi salgono a 128

D'Amato, a fine mese superate 1.200 dosi vaccino. Spallanzani: no allarme

Secondo l’ultimo bollettino del Ministero della Salute aggiornato a oggi, sono 714 i casi di Vaiolo delle scimmie accertati in Italia: rispetto all’ultima rilevazione (19 agosto 2022) i casi in più sono 25. Sono 194 i casi del totale collegati a viaggi all’estero, l’età mediana è di 37 anni, i casi che riguardano uomini sono 704, 10 sono donne. Le regioni più interessate sono la Lombardia (308 casi, +11 sull’ultima rilevazione), il Lazio ( 128, +3) e l’Emilia-Romagna (73, +1).

“Prosegue nel Lazio la vaccinazione per il cosiddetto Vaiolo dalle scimmie con le modalita’ di reclutamento definite a livello nazionale. E’ molto importante lo studio preliminare dell’Istituto Spallanzani dove emerge una risposta forte e duratura anche nelle persone vaccinate molti anni fa. Non servono allarmismi ma vaccinare la popolazione a rischio e soprattutto garantire il sufficiente numero di dosi”. Lo dichiara l’Assessore alla Sanita’ della Regione Lazio, Alessio D’Amato, annunciando che a fine mese saranno superate “le 1.200 somministrazioni”.

“La notizia di ieri del primo decesso tra i casi italiani di Vaiolo delle scimmie, un nostro connazionale deceduto a Cuba, non deve allarmare la popolazione. Salvo casi eccezionali, la malattia decorre in modo benigno, senza complicanze gravi, con la guarigione che sopraggiunge dopo 2-3 settimane”. Lo scrive in una nota il direttore generale dell’INMI Spallanzani di Roma, Francesco Vaia. “A fronte di oltre 42.000 casi notificati in paesi non-endemici, quindi al di fuori dell’Africa centrale e occidentale – ricorda lo Spallanzani – i decessi sono stati solo 5, pari a una letalità di 1,2 su 10.000. La malattia interessa oggi solo dei gruppi di popolazione, e abbiamo un vaccino, che è il vaccino antivaioloso di terza generazione (MVA-BN), che ha una elevata capacità di protezione (almeno 85%) dalla malattia”. “Allo Spallanzani, Centro di Vaccinazione della Regione Lazio, abbiamo già vaccinato più di 500 persone a rischio di contagio di Vaiolo delle scimmie e molti altri verranno vaccinati nelle prossime settimane. Sempre nel nostro Istituto stiamo conducendo studi sulla memoria immunologica delle persone a suo tempo vaccinate contro il Vaiolo. I dati preliminari indicano che oltre il 90% delle persone che erano state vaccinate oltre 40 anni fa per il Vaiolo, hanno anticorpi che reagiscono con il virus del Vaiolo delle scimmie, talora anche in quantità elevata. Questi dati dimostrano che il vaccino antivaioloso è in grado di stimolare una risposta immunitaria forte e duratura, anche a distanza di molti anni. Questa risposta nelle persone a rischio per il Vaiolo delle scimmie, può essere richiamata facilmente anche con una singola dose di vaccino. Chi non ha ricevuto la vaccinazione in passato, ed ha comportamenti che lo espongono a rischio di contagio, deve invece effettuare due dosi di vaccino, a distanza di 28 giorni”. “Si conferma che la vaccinazione, in questo caso solo su popolazione a rischio e non sul totale della popolazione, rappresenta ancora una volta uno strumento altamente efficace e di protezione duratura per contrastare questa nuova malattia”, conclude Francesco Vaia, direttore generale dello Spallanzani.

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