Variante Delta: Crisanti: “È troppo tardi per le zone rosse”

"Si doveva impostare una cosa del genere un mese fa, quando c'erano i primi casi. Con il 20-25% di casi sparsi per l'Italia non riesco a immaginare come si possa fare", ha detto il professore ordinario di microbiologia all'Università di Padova

Utilizzare delle zone rosse per contenere la variante Delta “è troppo poco e troppo tardi, si doveva impostare una cosa del genere un mese fa, quando c’erano i primi casi. Con il 20-25% di casi di variante Delta sparsi per l’Italia non riesco a immaginare come si possa fare”. Lo ha detto Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova, intervenendo a Buongiorno, su Sky TG24.

“La creazione di zone rosse -ha proseguito – è troppo tardiva, con la nostra capacità di sequenziamento e intercettazione delle varianti la vedo difficile”. Sull’eventualità di una terza ondata come nel Regno Unito, Crisanti ha poi spiegato: “C’è una differenza importante tra Italia e Inghilterra, in queste ultime quattro settimane lì c’è stata una media di 14-16 gradi, in Italia ha fatto molto più caldo. Questo si sa che ha un impatto. Se in Italia la variante Delta si diffonderà, lo farà a un ritmo inferiore dell’Inghilterra e spero che questo ci dia il tempo per implementare misure di controllo”.

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