Verso una nuova Termini, nel ‘Dinosauro’ il salotto di Mignon alle Mura – VIDEO

Dopo le aperture nelle stazioni di Milano e Torino, l’impresa al femminile sbarca a Roma

Mura Serviane a vista, nell’atrio di Termini destinato alla biglietteria noto come il ‘Dinosauro’ ha aperto i battenti un’impresa gourmet tutta al femminile. Si chiama ‘Mignon alle Mura’ la new entry dell’accoglienza che ha messo radici tra la piazza dei Cinquecento e le banchine di partenza e di arrivo, mentre la storica stazione cambia ancora pelle (sono ben visibili i lavori in corso in più punti), e continuano a svilupparsi il settore del food e l’area commerciale nell’ampio perimetro attorno ai binari. Qui da tempo sono operativi il Mercato Centrale e la Terrazza Termini, frequentati anche dai romani non necessariamente in transito: diventare un punto di riferimento per il quartiere e la città è un obiettivo anche per il nuovo bistrot che offre un colpo d’occhio inatteso sui resti archeologici riconquistati, e fa notizia non solo per l’offerta gastronomica, ma per il team di professioniste: dall’amministratore delegato di Tyty Maria Acquaviva alla brand manager Roberta Virgilio e la pastry chef Alessandra Iasiello, impegnata a firmare un’infinita pasticceria di piccolo formato: biscotti, babà, code d’aragosta, cannoli, bignè, pasticciotti e sfogliatelle.

E il salato con tramezzini, panini, pinse e insalate. “E’ un’emozione particolare abbinare prodotti che hanno un’antichissima tradizione ad un ambiente che trasuda storia. È un cerchio di cultura, anche imprenditoriale, che si conclude dopo le nostre presenze a Milano Centrale e Torino Porta Nuova. Motivo per il quale ringrazio Grandi Stazioni Retail per la fiducia, la stima e l’opportunità” dice Maria Acquaviva. RadioColonna l’ha incontrata insieme alla pasticciera Alessandra nel salotto progettato dallo studio (di Genova) AMW Architetti Associati per dialogare con le architetture di Termini, senza pareti e con arredi sostenibili, illuminazione ad alta efficienza energetica. Il rispetto per la natura e l’ambiente si riflette anche nella scelta dei caffè Mogi, coltivati da cooperative locali e prevalentemente a gestione femminile in piantagioni organiche e sostenibili.

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