Violenza donne: a La Sapienza nuovo centro per supporto vittime – VIDEO

Inaugurato questa mattina, nella sede di Medicina e Psicologia

L'inaugurazione del nuovo centro antiviolenza nella sede di Medicina e Psicologia dell'università La Sapienza di Roma.

Un nuovo centro antiviolenza per il quartiere di San Lorenzo a Roma. E’ stato inaugurato questa mattina, nella sede di Medicina e Psicologia dell’università La Sapienza, il servizio di accoglienza e supporto psicologico per le vittime di violenza di genere. Donne, studentesse, lavoratrici potranno rivolgersi alla struttura a partire da oggi per iniziare il percorso di uscita da situazioni di emergenza. I servizi del centro antiviolenza saranno quelli di ascolto, per un primo supporto tramite colloqui telefonici, accoglienza, assistenza psicologica, supporto ai figli e alle figlie minori vittime di violenza assistita, orientamento al lavoro, orientamento all’autonomia, aiuto nel collegamento con le case rifugio e altri centri antiviolenza e con le istituzioni. All’inaugurazione del centro, nato dalla collaborazione tra la Regione Lazio, l’associazione di volontariato Telefono Rosa e l’università La Sapienza di Roma, erano presenti il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, l’assessore allo Sviluppo economico del Lazio, Paolo Orneli, l’assessora alle Pari opportunità del Lazio, Enrica Onorati, l’assessora alle Pari opportunità di Roma, Monica Lucarelli, la rettrice dell’università La Sapienza di Roma, Antonella Polimeni e la presidente dell’associazione nazionale volontari Telefono Rosa, Maria Gabriella Carnieri Moscatelli.

“Nel 2013 nel Lazio c’erano otto centri antiviolenza, solo otto, questo è il 34esimo che la Regione apre e arriveremo a 60, anche con centri di accoglienza che stiamo aprendo in tutta la Regione – ha spiegato Zingaretti -. L’obiettivo è semplice: evitare che oltre alla tragedia della violenza, la donna che la subisce rimanga dopo la violenza da sola e invece finalmente c’è una rete sostenuta da finanziamenti regionali. Ovviamente – ha proseguito – ci sono anche politiche attive su questo tema: il fondo per i bambini e le bambine orfane a causa delle violenze contro le mamme, i fondi per tornare a lavorare ed essere libere anche di emanciparsi dalla famiglia se chi ha generato violenza è il marito o la violenza è avvenuta in ambito familiare, e cioè dobbiamo fare di tutto e stiamo facendo di tutto affinchè il tema della violenza di genere sia sconfitto. Poi c’è tutto quello che bisogna fare prima: la campagna ‘Io non odio’ nelle scuole ha questo obiettivo”.

I dati che abbiamo “ci dimostrano che la domanda per questi servizi è in aumento – ha sottolineato Polimeni -: nell’ultimo anno quasi 55 mila donne hanno contattato almeno una volta un centro antiviolenza. Oggi andiamo a realizzare una struttura che può dare accoglienza e supporto alle donne che sono costrette a subire violenza e abuso di genere. Intendiamo – ha aggiunto – proporre questo percorso in un’università per promuovere i concetti di autonomia e determinazione, e vogliamo proporlo proprio in questo quartiere, che non deve essere associato ai comportamenti violenti e coercitivi”.

“Inizialmente abbiamo partecipato con molto timore a questo bando della Regione Lazio e quando lo abbiamo vinto è stata un’emozione, la realizzazione di un sogno – ha detto la presidente Carnieri Moscatelli -. Il nostro progetto veniva realizzato nelle scuole superiori e medie, fino alla materna, ma ci mancava un pezzo importante: l’università. Posso dire che oggi questo progetto vede il suo compimento”. Nelle prossime settimane la Regione Lazio aprirà dei centri antiviolenza “anche a Tor Vegata, Cassino e Roma Tre – ha concluso Orneli -. Non intendiamo fermarci qua vogliamo dare il nostro contributo nella sfida che ci aspetta: il tipo di mondo che vogliamo costruire dopo la pandemia”.

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