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Ncc in piazza: “Se non ci ascoltano blocchiamo il Paese”

“Di Maio schiavo dei tassisti”. È la scritta su un cartello appeso a un manichino con il cappio al collo che è stato poi dato alle fiamme

Giacomo Di Stefano
di Giacomo Di Stefano | 2018-12-27 27/12/2018 ore 15:30

La manifestazione a Roma il 27 dicembre 2018

Tante bandiere dell’Italia e altrettanta rabbia nei confronti del Governo. Questo pomeriggio, a Piazza della Repubblica, un centinaio di NCC si sono ritrovati per protestare contro un decreto che – sostengono – metterà in ginocchio l’intera categoria.

Secondo la nuova regolamentazione, che riguarda “disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”, gli NCC potranno operare in ambito provinciale senza dover più tornare in rimessa ma solo a patto di avere già nel “foglio di servizio” più prenotazioni oltre alla prima. Resta inoltre bloccato il rilascio di nuove autorizzazioni in attesa del nuovo “archivio informatico pubblico nazionale” per la registrazione di tutte le licenze, anche dei taxi.

La piazza non è piena e tutti i conducenti sono concentrati nel lato della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. In segno di protesta sono presenti una decina di NCC con i gilet gialli di macroniana memoria, anche se l’attenzione si concentra su una bara – macabra – avvolta da un tricolore. Un simbolo della morte della Costituzione in quegli articoli che parlano di diritto al lavoro. Sul palco sono intervenuti i rappresentanti sindacali e territoriali con tre cavalli di battaglia: il raffronto con i tassisti (considerati dei privilegiati), l’astio nei confronti del Governo – M5S e Toninelli in primis – e le mosse per il futuro.

 

Alcuni leader della manifestazione hanno preso le distanze dalle minacce contro i tassisti, contenute in alcuni audio che circolano in gruppi Whatsapp. “Non vogliamo la guerriglia, prendiamo le distanze dai facinorosi”. Negli audio – secondo quanto riferito – ci sarebbero frasi, rivolte da presunti autisti Ncc, come: “Vi sfondiamo i taxi”.

Altri hanno sottolineato l’importanza di avere i propri rappresentanti nelle istituzioni, là dove si scrivono le leggi, “proprio come i tassisti”.

Nel frattempo, una delegazione di autisti si è recata Quirinale per invitare il Presidente della Repubblica a non firmare il decreto governativo. In caso contrario, dicono, sarà protesta a oltranza.

Intanto nella piazza monta la protesta. “Di Maio schiavo dei tassisti”. È la scritta sul cartello esposto su un manichino che rappresenta il vicepremier Luigi Di Maio con il cappio al collo, mostrato tra i cori contro il governo. Il manichino, esposto in piazza della Repubblica, è stato poi dato alle fiamme. “Di Maio vieni qui”, hanno urlato i manifestanti.

 

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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