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Immigrati Roma, nella città metropolitana sono mezzo milione

Rapporto Idos-San Pio V: Roma è l’Area metropolitana con più immigrati in Italia (10,8% del totale nazionale), per il 69,2% concentrati nella Capitale (385.559)

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di Alg | 2019-06-13 13/06/2019 ore 15:30

Manifestazione no al razzismo, immigrati

Non è un’invasione, ma gli stranieri sono comunque una parte importante, e attiva, della popolazione del Lazio e di Roma. Al 1° gennaio 2018, con 679.474 residenti stranieri, il Lazio è la seconda regione in Italia, dopo la Lombardia, per numero di immigrati. In termini relativi, si contano 11 stranieri ogni 100 residenti e, soprattutto, l’andamento annuale delle presenze è stato leggermente in crescita per gli stranieri (+2,5%) e stabile per i residenti complessivi (italiani e stranieri). Lo dice l’ultimo rapporto del Centro ricerche Idos,  assieme all’istituto San Pio V.

Al 1° gennaio 2018 gli stranieri residenti nella Città Metropolitana di Roma sono 556.794 (11.838 in più in un anno: +2,2%). Con questi numeri Roma è l’Area metropolitana con più immigrati in Italia (10,8% del totale nazionale), per il 69,2% concentrati nella Capitale (385.559).  Nell’hinterland gli stranieri sono più numerosi nei centri di confine con il capoluogo e in quelli costieri: dopo la Capitale, il Comune con più residenti è Guidonia Montecelio (11.929), seguito da Fiumicino (10.085), Pomezia (8.119), Ladispoli (7.730), Tivoli (7.714) e Anzio (7.171). Per presenza di migranti, la seconda provincia è Latina, poi arriva Viterbo, Frosinone, Rieti.

L’Idos comunica che i 385.621 stranieri residenti nella Capitale rappresentano il 13,4% della popolazione, con i picchi più alti nei municipi I (23,7%), XV (19,3%) e VI (17,7%). Dal 2013 sono aumentati del 6,4% (+2,2% nel 2017). Quasi la metà è originaria dell’Europa (169.553), soprattutto per il peso della Romania, da cui provengono in 92.796 (un quarto degli stranieri, +2,0% sul 2016), cui segue l’Ucraina (15.377, +2,0%). Il secondo continente è l’Asia, con 129.046 residenti (33,5%, +2,7%): le prime tre collettività pesano per il 72,2% e sono la filippina (42.094; +1,0% sul 2016), bangladese (31.686; +3,0%) e cinese (19.398; +3,6%), ma aumentano anche gli indiani (10.772; +3,7%). Crescono pure i cittadini dell’Africa (47.605; +5,2%), tra i quali gli egiziani sono i più numerosi (11.549; +3,5%) e i nigeriani quelli che aumentano di più (4.856; +9,3%). Tra gli americani (38.962, 10,1% degli stranieri) prevalgono peruviani (13.216; -1,7%) e ecuadoriani (7.977; -2,5%).

Ma che lavoro fanno? In Italia, a fronte di un considerevole inserimento occupazionale degli immigrati, permangono forti discriminazioni e una marcata segregazione nell’allocazione dei posti di lavoro. Nell’Area metropolitana di Roma sono oltre 284mila gli occupati stranieri, il 15,5% della forza lavoro. Il 75% lavora nel terziario (escluso il commercio): servizi collettivi e personali, alberghi/ristoranti, costruzioni e commercio. Guardando ai comparti, il 38,7% è occupato alle dipendenze di famiglie per la cura della casa o della persona (7,4% tra gli italiani), il 14,8% nella ristorazione o in strutture ricettive (italiani: 6%), il 10,4% nell’edilizia (italiani: 3,5%), l’1,9% in agricoltura (italiani: 0,7%).

 

 

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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