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Omicidio Willy: testimone, “saltavano sopra al suo corpo”

Quasi un’esecuzione sotto gli occhi di tutti l’omicidio del giovane

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di Redazione | 2020-09-10 10/09/2020 ore 17:00

Willy Monteiro Duarte, il 21enne picchiato a morte nella notte a Colleferro, in un'immagine presa dal suo profilo facebook +++ FACEBOOK +++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE CUI SI RINVIA +++

Quasi un’esecuzione sotto gli occhi di tutti a dimostrazione di forza e crudeltà, quella che è costata la vita ad un giovanissimo che, dopo il lavoro, è uscito di casa con gli amici per trascorrere una serata di svago.

Willy Monteiro Duarte, ucciso nella notte tra sabato e domenica a Colleferro nei giardinetti di via Oberdan, luogo della movida colleferrina, poteva essere chiunque altro. In pochi casi le testimonianze così numerose convergono tutte su un unico racconto, nelle diverse prospettive visive di ciascuno dei testimoni.

Tutti riferiscono del giovane palestrato e tatuato che, non appena sceso dall’auto ha colpito il primo che gli è capitato davanti: Willy. Con un primo calcio al torace ha fatto stramazzare a terra il 21enne. Molti riconoscono in Gabriele Bianchi il responsabile di quel calcio.

“Chi ha materialmente picchiato Willy – dice uno dei testimoni – è stato Gabriele Bianchi che dapprima gli ha dato un calcio in pancia, quindi Willy si è accasciato a terra dopodiché si è rialzato ed è stato colpito nuovamente da Gabriele, a questo punto Willy rovinava a terra e perdeva sangue dalla bocca, Gabriele l’ha picchiato da terra per qualche instante dopodichè quando è arrivata la sicurezza dei locali lui è scappato insieme agli altri”.

Una violenza cieca e spaventosamente ingiustificata. “Ho un vivido ricordo – dice un secondo testimone agli inquirenti – di un paio di loro, non ricordo chi di preciso, che addirittura saltavano sopra al corpo di Willy steso in terra e già inerme”.

Eppure tutto nasce fuori dal locale, mentre la serata sembrava finita, da una parola proferita da Mario Pincarelli, uno degli indagati forse ubriaco, ad una ragazza il cui fidanzato chiede spiegazioni. Insieme a Pincarelli c’era Francesco Belleggia, altro indagato a cui il gip ha concesso gli arresti domiciliari. Willy, che nulla aveva a che fare né con una parte né con l’altra, riconosce nel fidanzato della giovane offesa e che litiga, un suo ex compagno di scuola e inizialmente si avvicina per mettere pace. Poi convinto dagli amici, si allontana per raggiungere l’auto e tornare a casa.

Per sua sventura, qualcuno aveva chiamato i picchiatori che erano non molto lontani insieme a delle ragazze. Il gruppo arriva con l’Audi Q7 e, non appena scesi dal mezzo cominciano a picchiare Willy e il suo amico senza capire cosa fosse accaduto e senza accertarsi di eventuali responsabilità del ragazzo. Una versione confermata anche dallo stesso Belleggia che indica nei fratelli Bianchi gli autori materiali del pestaggio costato la vita al 21enne.

Ieri nel corso dell’autopsia, il medico legale ha tentato di individuare il colpo mortale tra i tanti ricevuti da Willy senza però individuarlo. Difficile, quindi, credere ai fratelli Bianchi quando sostengono di aver solamente spinto il giovane.

La sua morte ha generato un’onda di sdegno. Ieri sera le strade e la piazza di Paliano, cittadina dove il giovane risiedeva insieme alla famiglia, si sono riempite di fiaccole; la gente ha mostrato così vicinanza e solidarietà alla famiglia di Willy, quel giovane colpevole solamente di essersi trovato di fronte alla stupidità di chi si crede invincibile.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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