Roma, nuova area pedonale rischia di uccidere il centro storico

l'assessore Eugenio Patanè sogna un Tridentino quasi totalmente pedonale, ma senza un piano trasporti e parcheggi è inutile parlarne. Il centro storico soffre già troppo per la crescita di negozi di basso profilo e per le continue chiusure

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Una Città a misura di walking man, anzi un centro storico riservato ai soli pedoni che devono ammirare, fotografare, nutrirsi e fare shopping senza il disturbante rumore di auto e furgoni. Quindi un centro di Roma, ovviamente, facile da raggiungere con una validissima rete di servizi pubblici e taxi, abbondante di parcheggi e garage limitrofi, un nucleo ipoteticamente ricco di spazi commerciali aperti e funzionali alle svariate necessità; così, nel film privato di Eugenio Patanè (Assessore alla Mobilità Sostenibile e Trasporti di Roma Capitale) dovrebbe, a breve, diventare il Tridentino.

Ma a leggere l’indagine di Confcommercio Roma pubblicata nel novembre 2025 emerge un dato più che rattristante: soltanto il 37% dei romani intervistati ha effettuato almeno un acquisto nel Centro Storico nei dodici mesi precedenti, mentre il 63% non ha acquistato nulla. Tra gli ostacoli indicati figurano soprattutto la mancanza e il costo dei parcheggi (73%), il traffico (64%) e l’inefficienza del trasporto pubblico (30%). Se partiamo da questo presupposto, più volte sottolineato, appare evidente che i sogni dell’assessore Patanè si fondano sulla sabbia.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una seria emorragia di negozi e brand di medio livello. Sparita totalmente la base del commercio utile e quotidiano, svaniti gli alimentari, le cartolerie, le edicole e le librerie per lasciar posto a improbabili outlet o a dehors turistici. Anche le proprietà di questi spazi commerciali hanno giocato un ruolo fondamentale aumentando a ritmo serrato gli affitti che quasi nessun marchio ha potuto sostenere.

Via del Babuino è un chiaro esempio della desertificazione commerciale e abitativa, già perché nel Tridentino abita anche molta gente che vorrebbe almeno avere la possibilità di caricare e scaricare la spesa senza il cauchemar di non poter lasciare l’auto per pochi minuti e che vista l’impossibilità di vivere serenamente cambia casa e zona e lascia posto al proliferare dei b&b i cui occupanti non hanno certo bisogno di edicole o cartolerie.

Il rischio, per la Capitale, è che il centro storico troppo orientato al turismo perda progressivamente parte della propria funzione di quartiere vissuto dai residenti. Al contrario, un centro con una buona combinazione di residenti, turisti, servizi, artigianato e commercio può mantenere una maggiore vitalità durante tutto l’anno.

Ma prima di lanciare la fantasia del Tridentino pedonalizzato sarebbe cosa buona, giusta e logica presentare a tutti i possibili fruitori un piano per raggiungerlo che sia concreto e già in via di avanzata realizzazione. Visto il proliferare inarrestabile degli hotel a 5 stelle come dei b&b di alta fascia il rischio è quello avere vie commerciali intasate dai van neri degli Ncc.

Altro punto fondamentale è quello di risollevare il livello dei negozi su strada che, ad oggi, è bassissimo. Se togliamo via Condotti dove i marchi sono al top, per il resto, lo squallore regna sovrano dando del centro di Roma un’immagine sempre più stracciarola

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