Sardegna: il virus (del senso del ridicolo) si aggira per l’isola

Protagonismi e improvvisazioni di un’estate venduta come Covid-free

Un virus si aggira per la Sardegna. È il virus che annienta il senso del ridicolo. Più contagioso e nefasto di quel corona che molti tra noi temono (mentre altri fingono che non esista).

Purtroppo, ma non sorprende, l’idea di una Sardegna Covid-free (come grazia divina) non ha resistito all’onda d’urto delle discoteche in terra smeralda e dei porticcioli turistici trafficati dai rappresentanti del miglior rampantismo di casa nostra che, saltando allegramente di isola in isola nel Mediterraneo, hanno pensato – nel pieno di una pandemia – di riversarsi in massa in un minuscolo trattino di terra, ribattezzato a loro uso e consumo Costa Smeralda. Ma nonostante il nome da sogno, quel tratto di Gallura (che prima del restyling era Monti di Mola) non è un paradiso in terra ma semplicemente un bel posto sulla terra.

Così parrucchieri dei vip, calciatori famosi, “pischelli” di Roma Nord e orde di tronisti e gieffini, si sono scontrati con la gretta realtà e, tornati a casa loro, hanno scoperto con orrore di essere positivi al Covid-19.

Ma la storia più toccante tra quelle raccolte dalla stampa locale, che si è prodigata nel censire i malumori dei poveri turisti ai quali era stato venduto il pacchetto Covid-free, è quella di un manager di Crema “segregato” in un resort nell’isola di Santo Stefano (a La Maddalena), con moglie positiva asintomatica e pargoli. La vicenda, raccontata dalla stampa con toni da tragedia (“calvario” , “ostaggi” sono alcuni dei termini utilizzati per descrivere la quarantena -obbligatoria per chi risulti positivo al virus- della famiglia, da quattro giorni nella stanza di un resort di lusso con servizio in camera) è finita poi su tutti quotidiani nazionali, quando ai numerosi appelli fatti dal manager (dal sindaco di Crema ai medici lombardi) ha risposto anche il vicino di casa, che guarda caso è un noto giornalista, Beppe Severgnini.

Severgnini, nonostante non conosca il vicino di casa (ci tiene a sottolinearlo) non resta insensibile al suo appello e scrive un pezzo sul Corriere (dove un po’ accusa la sanità sarda, un po’ il governatore Solinas, e alla fine richiama i sardi all’ordine: “Lamentarsi non serve”). Consigli illuminati, che non hanno lasciato indifferente la stampa locale isolana, subito accorsa a chiedere lumi al saggio Severgnini, che – ci informa la Nuova Sardegna – conosce l’isola “meglio di molti sardi”.

Chissà invece come stanno trascorrendo la quarantena i 25 dipendenti del resort Santo Stefano risultati positivi al Covid, o i 52 tra quelli del Billionaire. Tra loro nessuno ha raccolto appelli e quindi non ne sappiamo assolutamente nulla.

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