Si al ticket su tutto il nostro patrimonio storico

Il ticket per tutti i luoghi di interesse storico andrebbe imposto come regola per salvaguardare i monumenti e mantenerli invertendo così il pensiero rozzo che la storia appartiene a tutti solo se è gratis

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In questi giorni è entrato in vigore il nuovo sistema di accesso alla Fontana di Trevi, la più nota di Roma e resa famosa nel mondo dal bagno notturno di Anita Ekberg, nel film “La dolce vita’” di Federico Fellini. Per gestire l’eccessivo afflusso di visitatori il Campidoglio ha deciso, fa mille tira e molla, di far pagare ai turisti un ticket di 2 euro. Residenti esclusi
L’iniziativa è stata commentata con soddisfazione dall’assessore al Turismo e Grandi Eventi, Alessandro Onorato  dopo aver constatato il successo della vendita di biglietti. Pare che dal botteghino dovrebbero fruttare almeno 6 milioni all’anno a tutto favore della governance capitolina! Ma questo ticket è soprattutto l’ennesima conquista per il sindaco Roberto Gualtieri, particolarmente attivo in questo periodo di fine mandato visto che il predetto avrebbe più volte ventilato la suggestione di ricandidarsi.

Ma evitiamo, per un attimo, le elucubrazioni politiche e concentriamoci su questi miseri 2 euro che han fatto venir giù il mondo.

Non è una novità che per “vedere da vicino” tantissimi monumenti in tutto il mondo si paghi un ticket ed è logico perché vanno tutelati, vanno curati e aiutati a sopravvivere in tutto il loro splendore.

E poi è anche una questione di psicologia: ciò che è gratuito tende ad essere sottovalutato e in questo caso il marketing ha captato questo feeling e l’ha concretizzato trasformandolo in un ticket a tutto favore del patrimonio culturale.

Se è ben gestito, il ticket non limita la cultura: la rende sostenibile e fruibile anche per quelli che verranno.

L’afflusso di turisti nella Capitale, più volte nei mesi passati ci ha inorridito, tanto che abbiamo chiesto che venisse messo un freno all’overtourism che stava pian piano piegando la Città e non sono mancati atti che, vuoi per vandalismo vuoi per ignoranza bell’e buona, hanno ferito alcune bellezze capitoline: incisioni e graffiti sul Colosseo (estate 2025), bagni e comportamenti incivili nelle fontane storiche (estate 2025) e, tanto per dirne una, il distacco di una zanna dalla statua dell’ “Elefantino della Minerva” (Gian Lorenzo Bernini del 1667) nel novembre 2016. Potremmo elencarne tante altre a Roma come in altre città italiane dove la storia, con la S maiuscola, è filo conduttore.

Il ticket, quello vero e ben gestito, garantisce un controllo degli afflussi rendendo anche i visitatori più consapevoli e responsabili e assicura una miglior qualità dell’esperienza.

Per quanto mi riguarda TUTTI, ma proprio tutti i luoghi culturali dovrebbero essere aiutati e protetti da un ticket, se poi qualche associazione di categoria o il baretto a fianco al monumento dovessero manifestare perplessità o peggio netta contrarietà, beh sappiano che questo non ci farà mai cambiare idea

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