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18/12/2018
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A Private War, recensione e foto del film sulla giornalista Marie Colvin

di Chiara Laganà | 24/11/2018 ore 17:54

Marie Colvin è stata una delle più grandi inviate di guerra degli ultimi anni, A Private War racconta la sua storia. Il film, presentato alla Festa del Cinema, ha per protagonista Rosamunde Pike in ottima forma. A Private War è in sala dal 22 novembre, distribuito da Notorious Pictures. 

Marie Colvin è la prima giornalista a entrare nello Sri Lanka occupato dai Tamil, qui perderà un occhio durante un attacco militare nonostante stesse urlando che si trattava di una giornalista. L’inviata del Sunday Times ha raccontato nelle pagine del quotidiano inglese i conflitti dal 1986 al 2012, anno in cui fu uccisa in Siria in un agguato tesole da persone vicine al presidente Assad.

Marie nel film ha il volto, la voce roca e i capelli spettinati di Rosamunde Pike, l’attrice inglese la incarna in uno dei suoi ruoli più convincenti, il lavoro sul fisico dell’attrice ha coinvolto anche la sua postura:

“Mi sono abbassata di un centimetro e mezzo mentre facevo il film, perché la postura di Marie era un po’ curva, come se fosse pronta ad attaccare”.

Per dare verità a un personaggio che era il baluardo stesso della verità come si evince nel film di esordio di Matthew Heinemann girato come se fosse un documentario. A Private War segue la vita di Marie Colvin dal 2001 al 2012, da Timor Est, all’Iraq, passando per l’Afghanistan, la Libia e la Siria, una vita vissuta per dare spazio, scrivere e descrivere la verità. Un film dedicato al giornalismo ante litteram in un’epoca in cui le fake news e le notizie “mordi e fuggi” affollano i media. 

Pike interpreta una donna e giornalista straordinaria, una donna che catalizzava su di sé l’attenzione di colleghi e non:

“Era glamour, senza volerlo. Era divertente, schietta e irriverente, non si prendeva troppo sul serio, ma prendeva il suo lavoro con passione. Era totalmente dedita alla causa”.

Tanto da infuriare il suo direttore, interpretato da un bravissimo Tom Hollander, Marie è accompagnata nelle sue missioni dall’amico e fotografo Paul Conroy interpretato dall’attore Jamie Dornan, finalmente libero dal suo ruolo di Mr. Grey nella saga di 50 Sfumature. 

A Private War è un elogio al giornalismo, alla verità e alla straordinaria vita di una giornalista e donna modello. Ruvida, bella, intelligente, sarcastica, pronta a tutto per difendere la verità, maschile e femminile allo stesso tempo. Una donna straordinaria raccontata in un film schietto che ne racconta la vita.

A Private War vuole – come ha anche sottolineato il regista – essere un film che ripone l’attenzione sulla troppo presto dimenticata guerra in Siria. Per farlo Heineman con la sua macchina da presa sembra seguire la sua Marie nelle trincee delle guerre di oggi giorno, in una tecnica che conosce bene visto che l’ha messa all’opera come giornalista embedded in Cartel Land, il suo documentario che gli valse una nomination agli Oscar. 

Ispirato a un ritratto dedicato a Marie Colvin apparso su Vanity Fair, A Private War si è anche valso della collaborazione dell’amico e collaboratore di Marie Paul Conroy:

“Sono sei anni senza Marie, ci vuole tempo perché il dolore affievolisca. Ci sono molte emozioni vive, vorrei che il mondo conoscesse la storia di un personaggio così straordinario, qualcuno così devoto a raccontare le storie dia essere diventata storia lei stessa”.

Marie e la sua storia sono al centro del bello A Private War al cinema dal 22 novembre.

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A proposito dell'autore

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Chiara Laganà

Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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