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Paolo Dieci: da Roma all’Africa per la solidarietà

Il presidente del Cisp, morto ieri nell’incidente del volto caduto in Etiopia, era diretto in Somalia dai suoi cooperanti

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di Redazione | 2019-03-11 11/03/2019 ore 9:00

immagine dalla pagina twitter del Cisp

“Sono in partenza per la Somalia per far sentire ai miei cooperanti che non sono soli in questa situazione difficile. Ci sono anch’io”. Sono le parole dette da Paolo Dieci sabato sera mentre era a Fiumicino al suo amico Nino Sergi, presidente emerito di Intersos e con il quale, insieme ad altre sette persone, aveva fondato la “Link 2007 cooperazione in rete”, che raggruppa 14 ong italiane, e di cui era presidente.

Il suo programma prevedeva di raggiungere via Nairobi, la Somalia, una paese che amava molto, dove sarebbe rimasto almeno per 15 giorni. Del resto per almeno quattro mesi l’anno era in giro per il mondo, gli altri viveva a Roma con la sua amata famiglia. Quell’aereo che a 58 anni lo ha strappato alla moglie e ai suoi tre figli, “lo aveva preso decine e decine di volte” come ha spiegato Giangi Milesi, per 13 anni presidente del Cesvi, ong bergamasca. E come ha confermato lo stesso Sergi: “Lo avevo sentito – spiega – per sottoporgli un documento di lavoro e lui con la sua consueta efficienza lo aveva subito esaminato mentre era in aeroporto a Roma. Sì quell’aereo lo aveva preso tantissime volte, anche perchè la Ethiopian Airlines è sempre stata considerata da tutti noi una delle più sicure linee aree a costi moderatamente contenuti”.

Paolo Dieci era anche presidente del Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli (Cisp) una delle ong “storiche” nata nel 1983. “Paolo era un uomo di grande affidabilità e di grandi capacità e aveva il dono – racconta Sergi – di trovare le soluzioni che potessero mettere insieme i vari punti di vista, era l’uomo del dialogo non dello scontro. Aveva una dedizione assoluta per il suo lavoro, ci credeva davvero nella cooperazione e nella solidarietà, nella giustizia sociale. Era una persona che ha studiato moltissimo queste tematiche e veniva ascoltato da tutti perché aveva un linguaggio semplice che tutti potevano capire; era molto stimato non solo nel nostro ambiente ma anche dai rappresentanti istituzionali”.

Ed anche nel privato “queste sue capacità si vedevano: aveva con la moglie e i figli un rapporto straordinario”. Nei confronti di Paolo Dieci attestati di cordoglio sono arrivati dall’Unicef, dal Forum del Terzo Settore, la cui portavoce Claudia Fiaschi lo ha definito “una tra le figure più autorevoli nel mondo delle ong”, ma soprattutto dai suoi colleghi del Cisp che hanno perso il “meraviglioso amico” e per i quali il mondo della cooperazione internazionale non può più contare su “uno dei suoi più brillanti esponenti: la società civile italiana tutta perde un prezioso punto di riferimento”. (fonte Ansa)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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