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Sanità: mancano i medici, il Friuli richiama quelli in pensione

E’ la terza regione dopo Veneto e Molise. Sindacati contrari, annunciano ricorso al Tar. Intanto la ministra Grillo promette 41mila assunzioni

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di Redazione | 2019-03-31 31/03/2019 ore 17:00

(immagine di repertorio)

Dopo il Molise e il Veneto, anche il Friuli Venezia Giulia decide di richiamare i medici pensionati per fare fronte alla carenza di camici bianchi. Una misura estrema adottata dopo il fallimento delle normali vie di reclutamento del personale.  La situazione è critica in varie Regioni e l’obiettivo è quello di adottare misure strutturali: per questo il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha annunciato 41mila assunzioni, di cui 13.700 per le regioni in piano di rientro al centro-Sud.

Il richiamo dei pensionati, ha tenuto a precisare il vicepresidente della Regione Friuli con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, e “una misura transitoria, ma che si rivela efficace. L’abbiamo applicata nel caso dell’Ospedale Burlo Garofolo e se sarà necessario la adotteremo ancora”.

Anche il commissario alla Sanità del Molise, Angelo Giustini, difende la scelta di ricorrere ai medici in pensione attraverso incarichi libero-professionali. Altrimenti, avverte, “si rischia la chiusura dei reparti”.

Si tratta di  una misura che la stessa Grillo ha definito una “soluzione estrema“, ma che “in alcune situazioni è necessario fare” poiché “siamo in un’epoca – ha sottolineato nei giorni scorsi – in cui non si è fatta programmazione e per questo ci si ritrova a non avere medici specialisti, 16mila medici senza titolo di cui 7mila a spasso per l’imbuto formativo”.

Ma una svolta strutturale, ha annunciato oggi Grillo, sarà possibile grazie “alla nostra norma sul personale, con cui stimiamo oltre 41mila assunzioni, di cui 13.700 per le regioni in piano di rientro. Assumere – sottolinea – significa finalmente dare la giusta dignità ai lavoratori, assicurare servizi migliori ai cittadini e garantire il futuro del nostro Servizio sanitario nazionale”.

Contro la misura di richiamo dei medici pensionati si schierano però i sindacati, con l’Anaao Veneto che parla di “scelta incomprensibile e illecita” annunciando il ricorso al Tar contro la delibera della Giunta regionale: “Ci sono attualmente in tutta Italia – spiega Adriano Benazzato, segretario regionale Anaao Assomed – circa 6200 medici specializzandi iscritti all’ultimo anno del relativo corso, diverse centinaia dei quali in Veneto, che potrebbero partecipare, com’e loro diritto, alle procedure concorsuali per l’accesso alla dirigenza del ruolo sanitario”, ma le loro opportunità potrebbero sfumare a seguito della decisione di assumere pensionati.

Ricorrere ai medici pensionati, incalza anche il segretario nazionale Anaao-Assomed Carlo Palermo, “non è una soluzione: si tratta infatti di un atto a termine che non risolve la questione alla radice ed è inoltre scandaloso richiamare i pensionati invece di far lavorare i giovani. I nostri uffici legislativi – annuncia – stanno valutando la legittimità di tali procedure”.

La soluzione, secondo il Governatore del Friuli, Massimiliano Fedriga, va inoltre individuata in maggiori risorse da investire per le specializzazioni. Dello stesso avviso il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, che rinnova l’appello al Governo perchè porti subito a diecimila il numero delle borse per le scuole di specializzazione in Medicina. Poi, per il futuro, propone, “diamo il via a una vera riforma del percorso formativo, per cui a ogni laurea corrisponda una borsa”.(fonte Ansa)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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