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Anm, Grasso lascia Magistratura Indipendente

Sfiduciato da correnti che sostengono la sua giunta dopo aver inviato i togati autospespesi a tornare nel Csm. Il loro rientro è ora al vaglio di Ermini

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di Redazione | 2019-06-10 10/06/2019 ore 10:30

Il presidente dell'Anm, pasquale Grasso photo credit: https://bit.ly/2KsxwxF

Il presidente dell’Anm, Pasquale Grasso, lascia Magistratura Indipendente. La mossa a sorpresa è arrivata in serata, dopo che le altre correnti che sostengono la sua giunta hanno presentato una mozione di sfiducia.

“Ringrazio tutti gli amici di Magistratura Indipendente, che mi hanno sempre permesso di esprimere le mie idee e hanno rispettato le mie opinioni”, scrive tra l’altro Grasso nella lettera con cui annuncia la sua decisione di revocare la sua iscrizione alla corrente.

E tra i tanti grazie che rivolge uno è diretto a Cosimo Ferri, che è stato a lungo segretario di Mi e che ” si è dimostrato franco e disponibile, e sempre pronto alla composizione dei conflitti e al dialogo”. Gli iscritti e simpatizzanti di Magistratura Indipendente, sottolinea ancora, “sono persone perbene. Sono persone serie. Sono persone oneste. Ottimi magistrati. Che nessuno si permetta mai di sostenere il contrario. Sono stati e saranno la mia famiglia. Ma a volte arriva un momento in cui la casa natale ci sta stretta. E si rischia di litigare inutilmente, pur se tutti animati dal bene della famiglia. Si iniziano a vedere le cose in modo diverso. E’ nella natura delle cose umane”, aggiunge Grasso annunciando la sua uscita dal gruppo.

A terremoto ancora aperto dentro il Csm – con un consigliere, Luigi Spina, dimesso e quattro autosospesi che però intendono tornare al loro posto – se ne apre un altro dentro l’Associazione nazionale magistrati.

La giunta, nata pochi mesi fa e guidata da Pasquale Grasso di Magistratura Indipendente, è stata sfiduciata dai centristi di Unicost e dalle toghe progressiste di Area, che la sostenevano. E il motivo è il documento approvato ieri dalla corrente del presidente del sindacato delle toghe che ha espresso fiducia ai togati sospesi, invitandoli a tornare al Csm. Una presa di posizione in aperto con il documento approvato pochi giorni fa da tutta l’Anm, che invece sollecitava i consiglieri a dimettersi da un incarico di cui “non appaiono degni”.

Intanto resta ancora confuso il quadro al Csm: i quattro autosospesi Corrado Cartoni, Antonio Lepre e Paolo Criscuoli, di Magistratura Indipendente, e Gianluigi Morlini, di Unicost, nel frattempo sostituiti in tutte le Commissioni, devono ancora formalizzare e motivare la loro volontà di revocare l’autosospensione. Un atto che – secondo fonti di Palazzo dei Marescialli – dovrà comunque passare al vaglio del Comitato di presidenza del Csm, l’organo di vertice di cui fanno parte il primo presidente e il Pg della Cassazione e il vice presidente David Ermini, che in questi giorni resta in stretto contatto con il capo dello Stato. In caso di rientro, nessuno dei quattro togati sarà assegnato alla Commissione che si occupa di nomine, nè alla Prima a cui sono state assegnate le carte trasmesse dai pm di Perugia.

E’ questa, insieme con l’esclusione dello scioglimento del Csm, una delle poche certezze di queste ore. Se per le toghe non c’è pace, il caso scuote anche il Pd, visto che coinvolge Luca Lotti per la sua presenza e quella di Cosimo Ferri agli incontri dei magistrati in cui si parlava di nomine. “Io sono per una riforma delle regole, ma sull’inchiesta del Csm ho visto tanta ipocrisia solo per attaccare i nostri – dice Matteo Renzi – Se mettessero un trojan nel telefono di ogni membro del Csm troverebbe discussioni simili. Questo metodo non l’ha inventato Luca Lotti, c’è sempre stato”. Per ora ciò che va in frantumi è la giunta dell’Anm, che sarà sostituita da un nuovo esecutivo composto da Area, Unicost e Autonomia e Indipendenza, la corrente di Piercamillo Davigo. Porta la firma dei tre gruppi il documento che “esclude la possibilità di proseguire l’esperienza dell’attuale Giunta” e che imputa a M.I. pesanti responsabilità. Con il suo sostegno ai togati sospesi, ha creato “un incidente istituzionale senza precedenti”, che ora potrebbe “condurre all’adozione di riforme del Csm dal carattere ‘emergenziale’ con il rischio di alterarne il delicato assetto voluto dalla Costituzione a garanzia dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura senza risolvere i problemi posti dalle gravi recenti vicende”

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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