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Il Vaticano sul vaccino contro il Covid: non puniamo ma tuteliamo la salute

Oltretevere sta per ultimare la vaccinazione a dipendenti e residenti: in alcuni contesti un rifiuto puo’ costituire “un rischio per se, per gli altri e per l’ambiente lavorativo”. Si rischia il licenziamento

2021-02-18 18/02/2021 ore 18:47

Una decisione che va nell’ottica di tutelare la salute pubblica. Così le autorità del Vaticani motivano la linea dura nei confronti di chi non si vuole vaccinare contro il Covid. In sostanza chi rifiuta il vaccino, la Santa Sede si appresta a finire per inizio marzo il ciclo di vaccinazioni per dipendenti e residenti, rischia il licenziamento se non ha un valido motivo, e anche se lo ha rischia un momentaneo demansionamento. Nei fatti il Vaticano mette sullo stesso piano il rifiuto di vaccinarsi contro il Covid19 e il rifiuto a sottoporsi a una visita dal medico del lavoro.

In una nota, la Santa Sede specifica: non c’è  intervento sanzionatorio o punitivo per chi non si vaccina, solo la presa d’atto che in alcuni contesti un rifiuto puo’ costituire “un rischio per se, per gli altri e per l’ambiente lavorativo”. 

Il decreto del Vaticano che interviene su questo aspetto  “e’ stato emanato per dare una risposta normativa urgente alla primaria esigenza di salvaguardare e garantire la salute e il benessere della comunita’ di lavoro, dei cittadini e dei residenti nello Stato della Citta’ del Vaticano”. Il presupposto, quindi, e’ quello “della tutela individuale del lavoratore e quella collettiva dell’ambiente lavorativo in caso di un evento che possa configurarsi come emergenza sanitaria pubblica”

 In particolare “la disposizione riguarda tutte le misure idonee dirette a prevenire, controllare e contrastare situazioni eccezionali di emergenza sanitaria pubblica e vengono diffusamente indicati tutti gli strumenti per una adeguata e proporzionale risposta al rischio sanitario”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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