Circo Massimo: solo una pausa estiva alla devastazione dei concerti

Con il concerto di Tony Effe il 7 luglio si sono conclusi i “mega concertoni”, che riprenderanno però già l’11 settembre con Guè e poi ancora J-AX. Invece il valore storico del monumento dovrebbe esigere un’adeguata valorizzazione.

Tra i monumenti antichi di più vaste dimensioni che il passato ci abbia lasciato, il circo Massimo è stato costretto a sostenere in 22 giorni, dal 15 giugno al 7 luglio, ben 11 concerti per otto artisti, dai Duran Duran, Zucchero, Achille Lauro per terminare con Tony Effe, con una capienza fino a 70.000 persone.

Il numero più elevato di spettatori è stato raggiunto nel 2001 con il concerto gratuito di Antonello Venditti in occasione della vittoria dello scudetto dalla Roma, raggiungendo oltre il milione. I concerti nel tempo si sono ripetuti, ma la loro sporadicità è stata sostituita negli ultimi anni da una programmazione fitta e intensa che mette a rischio la conservazione del monumento. Come ha rilevato su il quotidiano ‘’Il Foglio’’ , l’archeologo e saggista Andrea Carandini , “Il maggior monumento romano, sempre più squallido e abusato”, è un segno evidente “dell’abissale ignoranza in cui siamo precipitati”. Infatti, solo da una reale consapevolezza del valore storico del monumento, può nascere un’adeguata valorizzazione che ne riconosca il ruolo e ne garantisca anche il rispetto da parte di tutti.

Ma come aveva dichiarato a febbraio l’Assessore ai Grandi eventi, Alessandro Onorato, nonostante le proteste e gli esposti da parte dei cittadini, i concerti al Circo Massimo non sarebbero stati fermati poiché negli ultimi 3 anni la Sovrintendenza era riuscita a incassare 3,3 milioni di euro, investiti poi per tutelare il patrimonio della città. Sempre Onorato affermava che «Il Circo Massimo non è semplicemente uno spazio pubblico, ma è un simbolo della storia di Roma, che può essere valorizzato anche attraverso eventi culturali di alto livello.”

Proprio in quanto simbolo della storia di Roma, andrebbe rispettato e certamente valorizzato, non sfruttato: nella fruibilità di un monumento deve rimanere ben radicata la priorità della sua conservazione e dell’importanza culturale. Ma tutto questo sembra essere stato dimenticato per guadagni che potrebbero essere ugualmente ottenuti scegliendo altre location più opportune.

Enormi sono i disagi arrecati alla viabilità completamente stravolta, ai cittadini residenti nel raggiungere le proprie abitazioni con chiusure di strade previste fin dalle 22 della sera prima, deviazioni per autobus e veicoli privati e divieti di sosta ad ampio raggio nella zona, danneggiando l’attività di numerosi esercizi commerciali e bloccando l’intera ristorazione nella zona di Testaccio e Trastevere. La città risulta, così, divisa a metà con un flusso dalle 15mila alle 60mila persone che si spostano per raggiungere l’area del concerto, senza dimenticare il numero elevato degli addetti ai lavori. Le due date di Achille Lauro sold out da mesi, hanno visto la partecipazione per un totale di circa 28mila spettatori, tra tribune e parterre, fino ad arrivare ai 60mila spettatori a sera nei concerti dei Duran Duran. La viabilità del centro di Roma non può sostenere un tale stravolgimento senza ripercussioni a catena in tutte le aree limitrofe da Piazza Venezia, Lungotevere fino a Piramide e la Cristoforo Colombo.

Roma possiede molti altri luoghi dove poter svolgere grandi concerti che non vedano interessate strutture antiche nel cuore della città. La valorizzazione e la fruibilità non vanno confuse con un uso massivo del bene pubblico, che proprio in quanto tale non deve sottostare alle regole della mercificazione e del guadagno in termini speculativi. Danneggiare un monumento come il Circo Massimo con finalità economiche per poter finanziare il restauro di altri siti, non ha alcuna utilità pubblica.

 

 

 

 

 

 

© StudioColosseo s.r.l. - studiocolosseo@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014