Non si e’ esclude l’ipotesi che Emanuela Ruggeri sia morta per overdose. Secondo quanto si apprende, la 32enne ritrovata ieri senza vita tra i cespugli in via del Mandrione, a Roma, in passato, avrebbe fatto uso di eroina. Per questo, gli inquirenti ritengono piu’ probabile che il decesso sia dovuto all’uso di droga. Ma sara’ l’esame autoptico a stabilire con certezza la causa della morte. Nel frattempo proseguono le indagini, avviate dalla sostituta procuratrice Giulia Guccione e coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini. Sul luogo del ritrovamento del cadavere non sono state trovate siringhe, cosi’ come non e’ stato ancora trovato il cellulare della 32enne. Gli inquirenti analizzeranno anche le immagini di videosorveglianza delle telecamere della zona. L’ipotesi e’ che la morte sia avvenuta il 15 luglio, giorno dell’ultimo contatto avuto con la madre, e che sia avvenuta proprio in via del Mandrione.
Dalle telecamere della zona, “si potrà vedere se c’è qualcun altro, qualcuno che l’ha portata là visto che non guidava”. E’ quanto pensa la mamma di Emanuela Ruggeri, la donna trovata morta a Roma ieri sera in via del Mandrione, a quanto riportano alcuni siti. “Forse conoscenze sbagliate” o “un uomo”, ma la madre esclude l’ex fidanzato che vive in Piemonte. Le ultime notizie della giovane risalgono a quando è uscita. “Mamma vado a mangiare con un’amica a casa di un amico”, avrebbe detto prima di uscire di casa. E poi quell’ultimo messaggio dopo essere rimasta fuori la notte in cui avvisava di essere rimasta al mare e si scusava per il cellulare scarico. Da lì più nessuna notizia e l’appello social della mamma in seguito alla sua scomparsa. Emanuela, come raccontato dalla donna, era tornata a vivere a Roma, il 15 gennaio, dopo essere stata a Torino insieme al suo fidanzato, poi sei mesi fa “si sono lasciati e allora lei è tornata a casa da noi”, ha detto ancora. Nella Capitale, dove cercava lavoro, “stava cercando di rifarsi una vita”. Su chi fosse Emanuela, la mamma parla di una ragazza appassionata d’arte, che aveva frequentato il liceo artistico, “unica e rara”