L’aveva già promesso nell’ultimo sciopero del 25 ottobre, ma forse più che annunciato l’aveva buttato lì come proclama intimidatorio e, alla fine, così sarà, Maurizio Landini con la Cgil scende in piazza e sceglie proprio il venerdì e proprio il 12 dicembre. Non parliamo di week end lunghi e non sorridiamo nemmeno, ma per chi non è di memoria corta e per chi crede che certe date vadano ricordate, con tutto il male e il dolore che si portano dietro, nel 1969 e proprio venerdì 12 dicembre saltò in aria la Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana a Milano: 17 morti e 88 feriti e forse da lì cominciò la scia di sangue, paura, morte, di intrighi e occultamenti che ha attraversato la Nazione. Quindi non un giorno qualsiasi ma una data pesante e indelebile. C’avrà fatto caso Landini o, tra festività natalizie, scuole che chiudono, ecc il caso l’ha fatta da padrone?
Comunque sia la Capitale si deve tener pronta ad un nuovo assalto che volente o nolente la bloccherà in ogni momento di quel giorno. Impossibile quantificare gli scioperi che hanno stravolto la nostra Città nell’anno in corso; nemmeno l’IA dà numeri certi, perché qui, sul Tevere, arriva di tutto: scioperi dei trasporti, scioperi delle categorie pubbliche e private, scioperi regionali, scioperi nazionali ai quali possiamo tranquillamente aggiungere le manifestazioni pro o contro chi e cosa non ha più tanta importanza; quello che importa è il potere di scendere in piazza con striscioni e slogan.
Ormai ogni dimostrazione è un fatto essenzialmente politico e anche questo sciopero del 12 dicembre porta ben chiare le stigmate dell’attacco alle scelte di governo.
Ma l’Italia non è una dittatura e l’autorità di Palazzo Chigi, per altro, votata regolarmente, può piacere o meno, può essere contestata, ma mai rovesciata.
Inoltre è credere alle favole pensare che una manovra economica/barra legge di bilancio trovi tutti d’accordo, coesi e soddisfatti, tanto che nel panorama sindacale troviamo una netta divisione fra le varie sigle che pur scendendo in piazza lo fanno con motivazioni ben diverse, per non dire opposte, a quelle provocatorie di Landini. La Cisl sarà a Roma il 13 per promuovere il “Patto di responsabilità” che vuol essere una proposta di patto sociale e unità di intenti (governo, imprese, sindacati) per fronteggiare le attuali complessità, incluse alcune naturali divergenze sull’attuale manovra.
La scelta isolazionista e radicale di Landini non fa altro che demolire la ricerca di unità fra le parti sindacali; unità che, attraverso la contrattazione collettiva, è alla base della difesa dei diritti dei lavoratori. Questo è il compito fondante del sindacato