Pnrr e fattore Trump, imprese romane preoccupate

Per il 2026 il 51% delle imprese pensa che ci sarà un impatto negativo sull’economia di Roma a causa della fine degli investimenti legati al Pnrr. L’88% degli imprenditori, infine, è molto preoccupato dalla situazione geopolitica internazionale

Il 2025, per le imprese romane, è stato un anno di consolidamento. Due imprese su tre (67%) hanno registrato un fatturato stabile o in aumento, un dato in crescita rispetto al 62% del 2024. Permane un prudente ottimismo per l’anno appena iniziato, con il 71% delle imprese che prevede un fatturato in aumento o stabile. Così come per le attese sul 2025, fa sapere la Camera di commercio, anche per il 2026, l’aumento dei costi (69%) e l’insufficienza della domanda (40%) restano le principali preoccupazioni segnalate dagli imprenditori.

Il 29% del campione è impegnata in investimenti per la sostenibilità ambientale, tre imprese su quattro, tra quelle che sono impegnate in investimenti sulla sostenibilità ambientale, investe nella convinzione che sia una condizione per aumentare la competitività aziendale e non solo perché imposto dalle normative. Molto polarizzate le risposte in tema di investimenti in innovazione nel 2026: li effettuerà circa la metà delle imprese del campione (49%), mentre il 51% prevede di non farli.

E per il 2026 il 51% delle imprese pensa che ci sarà un impatto negativo sull’economia di Roma a causa della fine degli investimenti legati al Pnrr. L’88% degli imprenditori, infine, è molto preoccupato dalla situazione geopolitica internazionale. Di conseguenza, per il 2026, il 28% delle imprese prevede un fatturato in aumento, il 43% si aspetta un fatturato stabile nel corso dell’anno, il 29%, invece, teme una diminuzione. Per quanto riguarda le dinamiche occupazionali, il 12% si aspetta una crescita del numero dei dipendenti a fronte di un 15% che immagina un calo della forza lavoro.

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