Edilizia nel Lazio, Federlazio: segnali positivi, crescono occupazione e investimenti, ma manca manodopera qualificata

meno imprese ma piu' ricavi per una su due. C'è cauto ottimismo per anno in corso

Un settore in tenuta, sostenuto da Giubileo, Pnrr e interventi di Roma Capitale, e uno sguardo ai prossimi 12-18 mesi improntato a un cauto ottimismo. È questo il quadro dell’edilizia nel Lazio che emerge dall’ultima indagine di Federlazio, presentata oggi a Roma.

A settembre 2025 le imprese attive nel comparto delle costruzioni sono 70.946, in lieve calo rispetto al 2024 (-1.575 unità), ma su livelli complessivamente stabili se si guarda all’ultimo decennio (-1,9% rispetto al 2015). Cresce invece la dimensione media delle aziende, passata da 1,8 a 2,2 addetti.

Sul fronte occupazionale i numeri sono decisamente positivi: tra il 2015 e il primo semestre 2025 si contano 25mila addetti in più (+18,3%), una crescita nettamente superiore sia alla media regionale dell’intero sistema economico (+5,5%) sia a quella nazionale del settore. Nel 2024 gli investimenti pubblici hanno superato i 2 miliardi di euro, toccando il livello più alto degli ultimi cinque anni.

Segnali di vitalità arrivano anche dal mercato immobiliare: nel 2024 le compravendite residenziali nel Lazio hanno raggiunto quota 69.800, con un aumento del 2,4% rispetto all’anno precedente.

Secondo l’indagine congiunturale di Federlazio, il 51% delle imprese ha registrato un incremento del fatturato nel biennio 2024-2025. Il saldo tra giudizi positivi e negativi sale a +33%, in netto miglioramento rispetto al +13% del 2024. Ancora più marcato il dato sull’occupazione: il saldo occupazionale arriva a +46%, con il 56% delle aziende che ha aumentato il numero di addetti.

Resta però una criticità strutturale: la carenza di manodopera qualificata, segnalata dal 77% delle imprese, in particolare per tecnici specializzati e operai esperti. Guardando al 2026, a trainare il settore saranno ancora i bandi pubblici, la riqualificazione urbana e l’edilizia ricettiva e alberghiera, mentre continuano a mostrare fragilità i comparti industriale e commerciale.

Sempre più centrale, infine, la transizione ecologica: oltre il 51% delle pmi ha già realizzato interventi di riqualificazione energetica e più di un terzo delle imprese dichiara che queste attività incidono per oltre il 25% del fatturato.

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