E’ una storia lunga e non solo di secoli ma anche di controversie, di appetiti commerciali e di intrighi politici rimbalzati da una corrente all’altra del governo capitolino; questo è l’incipit per descrivere l’iter dell’ospedale S. Giacomo degli Incurabili.
La struttura nasce intorno al 1339 su iniziativa del cardinale Pietro Colonna nel cuore del centro storico di Roma, tra Via del Corso e Via di Ripetta e fu detto degli Incurabili perché dedicato anche ai pazienti affetti da malattie che gli altri ospedali rifiutavano. Ma la sua vera croce apparve evidente in anni più vicini a noi, quando la posizione centrale e la vasta superficie (difficile da quantificare se non accedendo a vecchissime carte) lo innalzarono a oggetto del desiderio sia politico che economico.
L’Ospedale S. Giacomo, dopo tanti anni di glorioso servizio alla cittadinanza, vede la sua fine nel 2008 quando per improvvisa e frettolosa decisione della giunta Marrazzo chiude i battenti senza badare alla fresca ristrutturazione e alla mole di nuovissime attrezzature impegnate. Poi nel 2018 la giunta Raggi approva uno schema di alienazione e valorizzazione del complesso che andrà, secondo balzane ipotesi ad un fondo immobiliare per la cifra più che ridicola e imbarazzante di 61 mln. E qui casca l’asino perchè il grande benefattore del S. Giacomo, cardinale Anton Maria Salviati, dopo avervi speso un’imponente quantità di soldi e da profondo esploratore degli appetiti umani, stila un atto formale che vincola l’ospedale alla sua missione sanitaria e ne stabilisce l’assoluto divieto di vendita. Ciò detto appare evidente l’incapacità di molti politici di documentarsi a fondo e di pensare prima di parlare.
Finalmente, soffiata via la polvere dai documenti e chiarite alcune volontà del de cuius il 5 febbraio ’26 la regione ha avviato ufficialmente il bando di gara per la progettazione della riqualificazione e futura riapertura dell’Ospedale San Giacomo.
Per carità è già qualcosa dopo i decenni passati fra manifestazioni, striscioni e appelli contro qualunque tipo di uso improprio del nosocomio, ma sappiamo bene come il tempo, soprattutto quello burocratico, a Roma abbia un valore più che approssimativo. Saranno da valutare e risolvere anche tanti altri complementi (traffico, parcheggi, ecc) che sommati sembrano, ad oggi, quasi insormontabili.
Nel frattempo gli ingressi del S. Giacomo sono stati transennati con la classica rete/pollaio ad indicare l’immediatezza di prossimi lavori.
Possiamo anche augurarci che tutte le giunte a venire, capitoline e regionali, non si mettano di traverso e che la destinazione del S. Giacomo sia fruibile a molti risollevando così anche quella porzione di Roma che definire, ad oggi, indecente è poco