La Corte d’Assise di Roma ha accolto la richiesta di una perizia psichiatrica su Francis Kaufmann, cittadino americano accusato del duplice femminicidio di Villa Pamphili. L’obiettivo della valutazione è accertare la capacità dell’imputato di partecipare consapevolmente al processo.
I giudici hanno stabilito un termine di 30 giorni per il completamento dell’esame da parte dei periti. Nei confronti di Kaufmann i pubblici ministeri contestano il duplice omicidio aggravato da motivi futili e abietti, oltre all’occultamento di cadavere, per la morte della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda.
L’attività peritale rappresenta un passaggio cruciale per determinare le condizioni mentali dell’imputato e definire le modalità del prosieguo del procedimento giudiziario.
Questa mattina è stata sentita come testimone l’investigatrice della polizia di Stato, Pamela Franconieri, che ha raccontato le fasi delle indagini che dal ritrovamento dei due cadaveri hanno portato all’arresto di Kaufmann, avvenuto il 13 giugno successivo sull’isola di Skiathos, in Grecia. Poco dopo il ritrovamento dei corpi, “la notizia ha iniziato a camminare sui social e sui notiziari, questo ci ha aiutato perché una donna ha chiamato il 112 segnalando che il figlio la notte precedente era passato da lì e aveva chiamato anche il 112 dicendo di aver visto un uomo con una bambina, e che la situazione era molto strana”. Dagli accertamenti è risultato infatti che “un minorenne aveva chiama il 112 la notte del 7 giugno, all’1:35. Non c’è un reato, ma aveva visto una situazione che lo aveva allarmato”, ha spiegato l’investigatrice.