Presunte torture nel carcere minorile di Casal del Marmo: indagati dieci agenti

L’inchiesta della Procura di Roma riguarda presunte violenze su tredici detenuti tra i 15 e i 19 anni. Le accuse, a vario titolo, sono di tortura, lesioni e falso ideologico. L’indagine nasce anche da un esposto dell’associazione Antigone.

Dieci agenti della polizia penitenziaria sono finiti nel registro degli indagati nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Roma su presunti episodi di violenza avvenuti all’interno dell’Istituto penale minorile di Casal del Marmo. Le accuse, a vario titolo, sono di tortura, lesioni e falso ideologico.

Secondo quanto emerge dalle indagini, tra febbraio e novembre dello scorso anno tredici giovani detenuti – tutti stranieri e di età compresa tra i 15 e i 19 anni – sarebbero stati vittime di aggressioni e minacce. Gli episodi contestati comprenderebbero schiaffi, pugni e colpi inferti anche con oggetti come sedie, mazze di ferro ed estintori. In alcuni casi, secondo i racconti raccolti dagli inquirenti, le violenze sarebbero proseguite anche quando i ragazzi erano già a terra o si trovavano nell’infermeria dell’istituto.

Le presunte aggressioni sarebbero avvenute soprattutto durante la notte e in aree del carcere non coperte dal sistema di videosorveglianza. Le testimonianze dei tredici detenuti saranno raccolte la prossima settimana da un giudice nell’ambito di un incidente probatorio.

L’indagine è partita anche da un esposto presentato dall’associazione Antigone, che ha raccolto i racconti dei ragazzi. La coordinatrice nazionale Susanna Marietti ha parlato di “calci e pugni contro giovani inermi, minacce e violenze avvenute anche davanti al personale medico”, denunciando un clima di tensione incompatibile con la funzione educativa delle strutture detentive per minorenni.

Sul caso è intervenuto anche il capo del Dipartimento per la Giustizia minorile Antonio Sangermano, che ha spiegato come l’inchiesta penale sia nata anche da segnalazioni presentate dallo stesso Dipartimento sulla base di relazioni di servizio e verifiche amministrative interne.

A seguito delle prime verifiche sono stati adottati anche provvedimenti organizzativi: quattro agenti sono stati trasferiti ad altre sedi operative e all’istituto è stato assegnato un direttore facente funzioni durante l’assenza del titolare. L’associazione Antigone ha annunciato l’intenzione di chiedere la costituzione di parte civile nel procedimento.

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