Roma: crollo casolare in parco Acquedotti, c’è pista anarchica. Le vittime “costruivano una bomba”

La coppia si era nascosta nel Casale del Sellaretto giovedì sera.

C’è la pista anarchica per il crollo avvenuto nel casolare al parco degli Acquedotti di Roma. Sul caso indaga la polizia. Non si esclude che le vittime del crollo stessero maneggiando un ordigno. Le vittime sono Sara Ardizzone e Alessando Mercogliano.

La donna era già imputata nell’indagine Sibilla insieme allo stesso Cospito. Nel corso dell’udienza preliminare del 15 gennaio 2025, Ardizzone aveva dichiarato: “Sono anarchica. Come anarchica sono nemica di questo Stato come d’ogni altro Stato”. Anche l’altra vittima, Mercogliano, era finito sotto indagine nello stesso filone investigativo. Proprio questi elementi hanno spinto fin dall’inizio la Squadra mobile di Roma, diretta da Giovanni De Stavola, a concentrare le indagini sull’ambiente anarchico.

Gli inquirenti stanno cercando di chiarire cosa sia accaduto all’interno del casale e se i due stessero preparando un ordigno artigianale. Resta da accertare anche quale potesse essere il possibile obiettivo e se altre persone siano transitate nell’edificio.

Tra le macerie sono stati recuperati oggetti ritenuti utili per ricostruire le ultime ore prima della deflagrazione. I vigili del fuoco hanno lavorato a lungo per escludere la presenza di altre vittime sotto i detriti.

Un elemento chiave è rappresentato dal corpo di Mercogliano, ritrovato con una mano amputata, dettaglio che rafforza l’ipotesi che i due stessero maneggiando un ordigno artigianale al momento dell’esplosione.

L’inchiesta dovrà ora chiarire responsabilità, dinamica e eventuali collegamenti con altre attività riconducibili all’area anarchica.

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