Il Lazio porta la “Dolce Vita” a Vinitaly: 61 cantine e una nuova identità del vino regionale

Cuore dell'allestimento sarà l'Enoteca regionale delle eccellenze, reintrodotta quest'anno come punto di accesso all'offerta vitivinicola laziale

Dal 12 al 15 aprile Verona ospita la 58esima edizione di Vinitaly, e il Lazio si presenta con una delle delegazioni più strutturate della propria storia. Sessantuno realtà vitivinicole — 58 aziende e tre Consorzi (Roma Doc, Cesanese di Olevano Romano e Atina Dop) — occuperanno un padiglione di oltre duemila metri quadrati all’ingresso Cangrande, progettato su due livelli per accogliere aziende, istituzioni, masterclass e incontri con buyer internazionali.

Il filo conduttore scelto per quest’anno è “Scopri la Dolce Vita: benvenuto nel Lazio”: non un semplice slogan, ma una chiave di lettura che posiziona il vino laziale come espressione di uno stile di vita, di un paesaggio e di una cultura. Un racconto che abbraccia cucina, accoglienza e identità territoriale, pensato per conquistare mercati nazionali e internazionali.

Un settore in crescita

I numeri raccontano un comparto solido e in evoluzione. Il Lazio conta circa 18mila ettari di vigneto, oltre 350 cantine attive e una produzione annua di circa 730mila ettolitri, con una prevalenza di vini bianchi (75% del totale). Le 94 varietà di uve coltivate — di cui 37 autoctone — testimoniano una biodiversità unica. Il valore economico della filiera supera i 230 milioni di euro annui, con un export che si avvicina ai 70 milioni, in crescita costante. A guidare questa evoluzione ci sono anche nuove generazioni di imprenditori, spesso giovani e donne, che stanno innovando il settore nel segno della qualità e della sostenibilità.

Il padiglione e il programma

Cuore dell’allestimento sarà l’Enoteca regionale delle eccellenze, reintrodotta quest’anno come punto di accesso all’offerta vitivinicola laziale: un grande banco di degustazione all’ingresso del padiglione, gestito dai sommelier della Fondazione Italiana Sommelier. Al piano superiore si terranno le masterclass di punta, basate sul formato del “blind tasting”: degustazioni alla cieca in cui le etichette laziali vengono messe a confronto con grandi vini nazionali e internazionali, per misurare obiettivamente il livello qualitativo raggiunto dalla produzione regionale.

In calendario anche incontri tematici sui vitigni autoctoni, focus sulle denominazioni, approfondimenti su innovazione e sostenibilità, e attività di business matching con operatori e buyer esteri.

Le voci istituzionali

“Il Lazio è cresciuto nella capacità di promuovere i propri prodotti”, ha sottolineato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida in un videomessaggio. Il presidente della Regione Francesco Rocca ha parlato di “vetrina globale” raggiunta grazie a un “intenso lavoro di squadra”. Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di commercio di Roma, ha fissato l’obiettivo: “Dobbiamo trasformare l’aumento di reputazione dei nostri vini in posti di lavoro e fatturato per le aziende.”

Il presidente di Arsial Massimiliano Raffa ha sintetizzato la visione complessiva: “Non vogliamo raccontare un semplice spazio espositivo, ma tutta la filiera del valore che stiamo sostenendo, dal campo alla tavola.”

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