Ci sono voluti anni di battaglie legali, ma alla fine i residenti di Prati hanno vinto. Il Tar del Lazio – scrive oggi il dorso romano de La Repubblica – ha fermato il progetto del parcheggio interrato sotto il Lungotevere dei Mellini, annullando tutti gli atti che tenevano in piedi l’operazione, compreso il permesso di costruire rilasciato dal Campidoglio, perché il cantiere sarebbe stato troppo vicino al Tevere.
Il progetto della Mellini Parking prevedeva 273 posti auto e 7 per le moto, scavati sotto il Lungotevere a ridosso del muraglione. Il problema è emerso durante la causa: gli scavi avrebbero raggiunto una distanza compresa tra 8 e 9 metri dagli argini. La legge ne impone almeno 10. Un metro, forse due, che per i giudici fanno tutta la differenza del mondo — perché quel limite non è un dettaglio tecnico ma una norma pensata per proteggere il sistema di difesa del fiume e garantire il regolare deflusso dell’acqua.
La storia di questo progetto è anche la storia di una deroga. All’inizio anche gli uffici regionali avevano espresso parere negativo. Poi però la Regione Lazio aveva cambiato posizione, concedendo un’eccezione che permetteva di costruire più vicino al muraglione di quanto la legge consenta. Una scelta che il Tar ha bocciato con nettezza: una regola così delicata, scrivono i giudici, non può essere aggirata con una semplice decisione amministrativa.
C’è poi un secondo punto nella sentenza, meno centrale ma ugualmente significativo. Quando il progetto era stato presentato, era stata promessa ai residenti del quartiere almeno la metà dei posti auto. Una concessione che avrebbe dovuto giustificare un’opera così invasiva nel cuore di Prati. I giudici però hanno rilevato che la società non ha dimostrato di aver davvero cercato i residenti interessati all’acquisto. Non bastava offrire garanzie economiche: bisognava provare di aver tentato concretamente di coinvolgere chi vive nel quartiere. Un elemento che, nella ricostruzione del Tar, contribuisce a dipingere il quadro di un progetto andato avanti tra forzature e controlli non abbastanza rigorosi.
Il parcheggio sul Lungotevere dei Mellini, così come era stato concepito, non si farà. A meno che un eventuale ricorso al Consiglio di Stato non ribalti la sentenza.