Cibo: a Roma 200 realtà costruiscono insieme il piano alimentare della Capitale

Una comunità ampia che da due anni lavora alla definizione di una visione condivisa sul futuro alimentare della città

Con l’assemblea di oggi al Monk, il Consiglio del Cibo di Roma entra nell’ultimo miglio verso la food policy della città, un traguardo atteso per fine anno al termine di un percorso definito “una delle esperienze partecipative più ambiziose” tra le politiche urbane recenti.

La particolarità del progetto romano sta proprio nel metodo: il piano del cibo nasce dal basso, costruito insieme a 205 realtà tra associazioni, università, produttori agricoli, cooperative, imprese e professionisti. Una comunità ampia che da due anni lavora alla definizione di una visione condivisa sul futuro alimentare della città, attraverso otto tavoli tematici che spaziano dallo spreco alimentare alle mense scolastiche, fino alla ristorazione privata, intrecciando ambiente, salute ed economia locale. Tra i risultati già ottenuti, la delibera contro la povertà alimentare e le prime Case del cibo sperimentali.

L’incontro di oggi ha riunito tutte le anime del Consiglio per fare il punto sul lavoro svolto e aprire la fase conclusiva: nei prossimi mesi prenderà forma la proposta definitiva del Piano, che sarà poi discussa da assemblea e giunta capitolina.

“Entra nel vivo il lavoro di redazione del Piano del cibo di Roma, nato dal basso grazie a un’ampia interlocuzione”, ha spiegato l’assessora Sabrina Alfonsi, evidenziando come il percorso coinvolga “organizzazioni agricole, mondo della cooperazione, università, scuola, ricerca, volontariato, imprese, distribuzione, ristorazione e mercati”, con l’obiettivo di lasciare alla città “un’autentica infrastruttura civile” destinata a crescere nel tempo.

Soddisfazione anche da Gianmarco Palmieri (Pd), presidente della commissione Ambiente, per una partecipazione che rappresenta “un grandissimo valore aggiunto” al lavoro con Città Metropolitana, e da Fabio Ciconte, presidente del Consiglio del Cibo, per cui il percorso romano dimostra “ambizione, coraggio e partecipazione” su un tema che tocca da vicino la vita quotidiana della città.

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