Oggi come ieri, domani come oggi. A Cassino non si muove una foglia. E il Ferragosto 2026 passerà all’insegna dell’immobilismo e dell’incognita. Come a dire, e domani? Stellantis ha disposto il fermo produttivo nella fabbrica di Cassino, quella maggiormente in difficoltà in Italia, fino al 31 agosto compreso. L’ultimo dei pochi giorni lavorati nei primi sette mesi dell’anno è stato venerdì 31 luglio. L’azienda ha comunicato che i reparti montaggio, lastratura e verniciatura, il cuore produttivo dell’impianto laziale, riapriranno solo a settembre, sempre che esista un minimo di ordinativi per le tre auto assegnate allo stabilimento. Le ferie erano previste dal 3 al 16 agosto, quindi il blocco durerà per 17 giorni in più.
Per comprendere lo stato di crisi di Cassino è utile un riassunto degli ultimi sette mesi. Nel primo semestre i giorni lavoratori sono stati poco più di trenta con circa 4.000 auto prodotte con una proiezione che, senza un aumento dei volumi, porterà attorno a 8.000 unità in un anno tra Alfa Romeo Stelvio, Alfa Romeo Giulia e Maserati Grecale. Luglio è stato altrettanto drammatico: il montaggio ha lavorato solo dal 20 al 24. Un’agonia senza fine per il sito che sorge tra Cassino e Piedimonte San Germano: nel 2025 c’erano stati oltre cento giorni di fermo produttivo e sembrava essere l’anno nero, ma la situazione di stallo è definitiva esplosa dall’inizio del 2026.
Dall’inizio dell’anno lo stabilimento di Piedimonte San Germano ha lavorato fino ad oggi per 45 giornate producendo circa 7mila vetture. Nel primo semestre 2026 le giornate lavorate sono state 39 producendo 6.700 vetture, delle quali 4125 tra Alfa Romeo Giulia e Stelvio e 2575 Maserati Grecale. La settimana scorsa il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha indicato una luce in fondo al tunnel: ha annunciato che in autunno sarà a Torino per assistere in anteprima alla presentazione dei nuovi modelli Maserati dai quali partirà il rilancio di Cassino Plant.