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Via Nazionale, una strada lunga due millenni

I romani la chiamavano vicus longus. Poi, nell’800, grazie alla vendita di terreni nacque l’odierna arteria

Gianluca Zapponini
di Gianluca Zapponini | 2020-02-15 15/02/2020 ore 11:00

Per essere famosa, lo è. Stretegica, anche. Via Nazionale è una delle vie più belle, importanti e storiche di Roma. Collega Piazza della Repubblica (ex Esedra) con Piazza Venezia, grazie al prolungamento di Via 4 novembre. Lungo la via c’è la storia d’Italia: il Palazzo delle Esposizioni, la Banca d’Italia (denominata in gergo giornalistico, Via Nazionale), il Teatro Eliseo, antichi palazzi nobiliari. Ma quale è la sua storia?

La storia di via Nazionale iniziò con l’acquisizione, nella prima metà dell’800 da parte di monsignor Francesco Saverio De Merode, della vallata di S.Vitale (dal nome della omonima chiesa). Che allora corrispondeva quasi interamente ai territori circostanti il tracciato della via. Il monsignore era pro-ministro delle armi pontificie ma più che le armi e la tonaca lo seducevano i guadagni ingenti, tanto che nel 1880 lottizzò i terreni di cui era proprietario. Il suo sogno era di creare un quartiere moderno ma riuscì soltanto a far costruire tre edifici all’inizio dell’odierna via Nazionale, ma allora chiamata Nuova Pia in omaggio a papa Pio IX.

All’epoca di Roma Antica, la futura Via Nazionale era detta Vicus Longus, ed era quasi perfettamente parallela al Vicus Patricius (l’odierna Via Panisperna) che dall’area dei Fori raggiungeva la Porta Viminalis. Proprio in fondo al Vicus Longus, nella parte più alta e più settentrionale, furono costruite, a partire dal 298, le Terme di Diocleziano.

Con l’unità d’Italia De Merode intuì l’importanza di collegare la Stazione Termini (in quel periodo ancora in costruzione) con il centro della città: infatti, ideò una via tra le chiese di S.Maria degli Angeli e di S.Vitale che conducesse fino a piazza Venezia. Tra il 1867 ed il 1872 De Merode concordò la cessione dei terreni con il Comune di Roma, che poté così realizzare i lavori per l’apertura della via, che venne chiamata via Nazionale in onore della giovane nazione Italia.

Nella pianta di Roma del 1901 via Nazionale arrivava, come dal progetto del De Merode, fino a piazza Venezia: soltanto dopo la I Guerra Mondiale il tratto dopo largo Magnanapoli prese il nome di via Quattro Novembre (a ricordo della vittoria nella I Guerra Mondiale) e di via Cesare Battisti (in onore dell’eroe trentino impiccato dagli austriaci).

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A proposito dell'autore

Giornalista professionista, mi occupo dei principali temi economico-finanziari. Comincio nel 2010 a MF-Milano Finanza per poi passare nel 2014 all'agenzia di stampa finanziaria MF-DowJones. Nel 2015 sono a Formiche.net dove mi occupo di banche e politica economica mentre nel 2016 approdo a Radiocolonna.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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