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La notte che mia madre ammazzò mio padre dal 18 maggio al cinema

Presentato dalla regista Inés París e dalla protagonista Belén Rueda. La première della black comedy durante il Festival del cinema spagnolo

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di Chiara Laganà | 2017-05-17 17/05/2017 ore 18:33

Belén Rueda è la protagonista del film diretto da Inés París. Queste due donne straordinarie presentano il film

La notte che mia madre ammazzò mio padre vi farà morire dalla risate. La black comedy spagnola vi attende al cinema dal 18 maggio, distribuita da EXIT Med!a. La regista del film Inés París e la sua protagonista Belén Rueda ci presentano il film in un’intervista (quasi) esclusiva.

La black comedy, presentata in esclusiva all’ultima edizione del Festival del Cinema Spagnolo, è dedicata al mondo del cinema, le sue manie, ma Inés París per scriverla non ha avuto molti riferimenti:

“Dico sempre che uso poco riferimenti che non siano la stessa vita,  non uso altri film, opere teatrali, libri, quello che guardo è quello che mi succede al mio intorno. L’idea di questo film è nata da una cena con alcune amiche, una ha commentato: La peggiore idea della mia vita è stata invitare il mio ex”.

“Nel film ci sono le nuove famiglie, un mondo che mi piace raccontare, un mondo di nuove relazioni, dove tutti sono molto moderni, ma alla fine escono le vecchie gelosie, i rancori. È anche presente il mondo del film e del teatro, mi serve per fare una critica, molto affettuosa, per esempio alla situazione delle donne, delle attrici che a 40 anni sono già vecchie. Che bugia enorme! Si parla anche del teatro perché le commedie sono profonde, perché sul palcoscenico è dove mostriamo il nostro miglior lato di essere umani. Siamo maschere, abbiamo un personaggio davanti agli altri e a noi, cosa c’è sotto la maschera”.

Inés París, da 9 anni non realizzava un film di finzione, ma ha diretto molto documentari. La vocazione è la stessa? Ecco cosa risponde la regista, laureata in Filosofia:

“In Francia direi che sono una filosofa che fa cinema. Mi importa molto quello che succede nel mondo e adottare una posizione. Quando si può costruire un racconto, quello che facciamo noi autori, devi raccontare quello che credi sia la realtà. Devi trattare gli aspetti della realtà che sono invisibili e devi dare alternative. Per me non c’è differenza fra documentari e commedie, le commedie sono molto serie e filosofiche e i documentari, quelli che ho fatto sono pieni di senso dell’umorismo”.

Inés París è figlia anche di un filosofo, Carlos París, anche romanziere: “Sono impressionata che lo sappiate!” Quale aria si respirava in classe:

“Un mio amico mi ha confessato che quando veniva a casa mia, quando tornavano alla loro dicevano: i París vivono in una biblioteca. Per me era un mondo normale, solo con il tempo ho capito che discutere di morale ed etica fino alle due del mattino non era qualcosa che facevano gli altri. Farlo mi dava l’idea di essere pesante, per questo ho passato anni a dissimulare, facevo finta. Non c’erano solo discussioni pesanti, in casa mia c’erano degli intellettuali di sinistra, antifranchisti, dalla quale passavano molte persone. Ancora ricordo, quando avevo 15 anni, che venne a casa il medico che accompagnò Salvador Allende al Palacio de la Moneda, e ci lasciarono entrare solo per sentire di cosa si parlava”.

“La cosa migliore di vivere a casa mia, non c’era nessuna mitizzazione della figura di mio padre. C’era mia madre che era molto ironica e non permetteva che questo accadesse. Mi ha influito molto la figura di mio padre e anche quella di mia madre, morta tragicamente in un attentato terroristica, qualcosa che non racconto molto spesso. Quando è morta aveva 40 anni, c’è una parte della creazione che è un nucleo. All’epoca avevo solo 17 anni”, racconta la regista.

La parola madre è sempre presente nei film della regista spagnola, come l’altra commedia A mia madre piacciono le donne: “L’altro giorno me l’hanno fatto notare, e ho detto a questa persona che le ho dato un’altra vita. Ma quanto è complicata: fra il fatto che le piacciono le donne e che ho ucciso il padre”.

Il cast di La notte che mia madre ammazzò mio padre è nato nel corso del film: “Avevo sempre in mente Belén Rueda, avevo letto in un’intervista che lei voleva fare una commedia e l’ho scritta per lei. Questo è molto pericoloso, perché pensa se mi diceva di no!”

Eduard Fernández eravamo sul punto di lavorare insieme, ma io gli avevo detto di no. E abbiamo litigato, ma in questo film lui era il personaggio ideale. Con María Pujalte, ho sempre lavorato con lei sin dal debutto. I volti nuovi per me erano Fele Martínez e Patricia Montero”, puntualizza la regista.

E nell’originale la star del cinema invitata alla cena più assurda del mondo doveva essere John Malkovich:

“E nell’originale Óscar Peretti doveva essere John Malkovich, quando ho scritto la sceneggiatura, avevo un’amica che era fidanzata con lui. Quando abbiamo fatto il film, però si erano lasciati e i rapporti erano molto tesi”.

Un episodio citato nel film:

“Molte cose che stavano succedendo mentre scrivevo sono finite nel film, è un film molto vivo. Durante tutto il processo di scrittura, l’ho cambiato varie volte. Quando abbiamo deciso che Peretti sarebbe stato il protagonista. Ho dovuto studiare Peretti e ho scoperto che era psichiatra, che bello, è il personaggio più comico di tutti!”, ha aggiunto la regista.

La pellicola si è fatta con poco budget, “abbiamo fatto le prove a casa mia, quindi siamo tutti diventati molto amici, questo è stato molto bello perché ho incorporato molte cose al copione”.

La notte che mia madre ammazzò mio padre è un film molto teatrale, si apre con un casting e il dialogo è molto serrato: “La verità che quando scrivi un film, ci sono varie tappe. Mi piace sempre all’inizio quando ho un’idea, quando arriva il momento della scaletta, un processo freddo, molto importante che mi fa paura. Mi annoio, l’ho fatto con Fernando Colomo, il produttore, che invece è molto preciso: scriveva tutte le correzioni in foglietti piccoli. E io dicevo no! A me piace scrivere, mi piace dialogare perché adoro leggere, amo la parola e l’ingegno nella commedia e questo si trova nel testo”.

Commedia divertentissima, la regista ha raccontato due delle scene clou del film: “Il bus che arriva davanti alla casa è un’idea che mi è venuta molto avanti e mi è piaciuta. Eduard Fernández guida, lui non sapeva farlo e si è messo d’accordo con il conducente e ha anche rotto un lampione. La scena del burrone, avevamo una sola macchina, un’unica chance. Siamo stati fortunati… è andata bene!”.

La notte che mia madre ammazzò mio padre è un film al femminile, scritto, diretto, prodotto (da Beatriz de la Gándara) e interpretato da donne, è davvero così difficile?

“Ci sono pochissime donne nel nostro lavoro, nei posti di potere, in tutto il mondo: non ci sono sceneggiatrici, registe e produttrici. Questo significa che il 90% del settore audiovisivo cinema e TV è in mano agli uomini, penso che questo sia ingiusto non solo perché il fatto di essere nata donna ti rende più difficile la carriera personale, ma colpisce anche i contenuti. Una poetessa ha detto che il grande mistero dell’umanità è la vita privata delle donne perché poche volte possiamo narrare quello che veramente ci succede. Questo deve cambiare, ci devono essere più donne raccontando storie, vedremo che i personaggi femminili nel cinema e nella TV non devono essere sempre giovani e molto carine. Perché le donne hanno vita al di là dei 40 anni”.

Presente anche a Roma la protagonista del film, Belén Rueda, che in un italiano quasi perfetto risponde alle nostre domande.

La notte che mia madre ammazzò a mio padre è il primo ruolo comico per l’attrice. Charlie Chaplin diceva che La vita non è una tragedia in primo piano, ma una commedia in campo lungo:

Per l’attrice non esiste solo un film, ma tre a livello di regia, montaggio e copione e ha raccontato il retroscena di una scena “madre” del film. Per Belén Rueda il risultato finale si deve anche dalla profonda sicurezza di Inés París:

Da horror, film d’autore, finalmente l’attrice spagnola è approdata alla commedia, ma l’approccio è lo stesso. Poi condivide qualcosa con il personaggio di Isabel, una donna in cerca di un ruolo:

Vedremo Belén Rueda nel remake spagnolo di Perfetti sconosciuti:

“È una commedia, La notte che mio madre ammazzò mio padre, ognuno sceglie deve fermarsi… ma perché deve farlo la società”, conclude così la lunga risposta dedicata ai ruoli mancanti per le donne che hanno superato i 40 anni, come la protagonista della black comedy al cinema il 18 maggio.

Per l’attrice, è un problema reale visto che il mondo del cinema è ancora profondamente maschilista: 

Belén Rueda non è come Isabel, non ha dovuto mille peripezie per ottenere un ruolo. Lei, Goya per Mare Dentro ha un passato televisivo. A 18 anni, ha iniziato come valletta ed è diventata famosa in TV, questo le ha creato problemi?

Per ora Belén Rueda sarà Isabel nello splendido La notte che mia madre ammazzò mio padre, da domani al cinema con ExiT med!a Distribuzione al Farnese, Mignon, allo Starplex el Madison.

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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