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La Linea Verticale, il dramedy sul mondo degli ospedali da gennaio su Rai 3

Le otto puntate saranno disponibili il 6 su RaiPlay, in TV arriva il 13. Dall’ideatore di Boris, Mattia Torre, per Valerio Mastandrea primo ruolo importante in TV

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di Chiara Laganà | 2018-01-5 4/01/2018 ore 19:08
(ultimo aggiornamento il 5 Gennaio 2018 alle ore 7:54)

La linea verticale è la nuova serie TV del creatore di Boris, vi aspetta su Rai 3 dal 13 gennaio (dal 6 su Rai Play)

La linea verticale porterà il pubblico di Rai 3 dal 13 gennaio nella corsia del reparto di un grande ospedale pubblico italiano. La serie TV è ideata dall’autore dell’indimenticabile Boris, Mattia Torre, e ha per protagonista Valerio Mastandrea. La linea verticale è un prodotto completamente innovativo per scrittura e formato debutterà ancora prima della TV su Rai Play il 6 gennaio, sul canale on demand di viale Mazzini sarà possibile vedere l’intera prima stagione.

Il protagonista de La linea verticale è un uomo come gli altri, Lucio, che un giorno qualsiasi scopre di avere un tumore ai reni che deve essere operato subito: così viene ricoverato nel reparto di Urologia di un grande ospedale pubblico e qui si scontra con un mondo fatto di pazienti, primari, infermiere, caposala che ascoltano Il Volo e tutti le persone che ruotano intorno al mondo di una corsia ospedaliera. Insieme a Lucio, l’inseparabile moglie, all’ottavo mese di gravidanza, Elena.

La linea verticale è autobiografico, Mattia Torre racconta nel dramedy di Rai 3 la sua esperienza di malato, ripresa da un libro omonimo edito da Baldini e Castoldi. La serie TV, dopo l’esordio su Rai Play come in Non uccidere 2, approderà su Rai 3, una scelta fortemente voluta da Tinni Andreatta:

“È stata pensata per Rai 3 sin dall’inizio perché ha un grado d’innovazione maggiore rispetto alle altre reti. Il formato è inedito e permette una velocità narrativa particolare, il secondo elemento innovativo è la mescolanza di generi, sono strumenti per la serie per esprimere qualcosa che è l’anima della serie. Qui si mescola il drama e la commedia e poi c’è il tono della serie che è tragicomico”.

Ed è davvero così La linea verticale, a tratti fa sorridere e a tratti fa commuovere. Moltissimo, come hanno sottolineato i presenti in conferenza stampa, si deve alla scrittura di Mattia Torre, l’ideatore di Boris e di Buttafuori, una serie TV composta di brevissimi episodi che vedeva come protagonisti lo stesso Valerio Mastandrea e Marco Giallini.

Nel cast di La linea verticale, ritroviamo moltissimi dei volti amati di Boris, la mete-serie TV italiana dedicata alle fiction orrende che popolano i palinsesti italiani: Paolo Calabresi (indimenticabile Biascica) qui interpreta il prete del reparto; Antonio Catania (il produttore Lopes) è un medico in crisi il dottor Policari e Ninni Bruschetta (Duccio, il direttore alla fotografia) è il medico Barbieri.

La linea verticale è una delle scommesse di Rai Fiction per il 2018 e andrà in onda su Rai 3 in prima serata subito dopo il programma di Massimo Gramellini, Le parole della settimana, ed è il giornalista torinese a moderare la conferenza stampa.

Stefano Coletta, il direttore di rete, crede che la serie TV segua pienamente il nucleo di Rai 3: “È un genere che trova coraggio, il nostro coraggio è stato programmarlo in prima serata anche perché pensiamo che possa andare al vero nucleo del target di Rai 3, è un prodotto che contiene mille registri: alto, basso, surreale, tragico”.

Su Rai 3 ha da poco debuttato I ragazzi del Bambino Gesù, dedicato ad alcuni pazienti dell’ospedale pediatrico di Roma, La linea verticale arriva su Rai Play, il 6 gennaio sarà possibile vedere tutti gli episodi della serie TV.

Ma perché questo titolo? L’ha spiegato il regista e ideatore Mattia Torre: “È il rimanere vivi, aggrapparsi con tutte le forze alla vita e anche, in qualche modo, quello che ho cercato di raccontare la malattia come crisi, ma anche come crescita e riscatto, paradossalmente”.

Il protagonista è il suo amico Valerio Mastandrea, Torre l’aveva già diretto in una mini mini serie Buttafuori, prodotta da Lorenzo Mieli di Wildside alla guida anche di La linea verticale ed è stato lui a convincerlo di realizzare la serie TV di 30 minuti.

Per l’attore romano è stato molto particolare interpretare l’amico: “Ci conosciamo da 15 anni, mi ha scelto e mi sono fatto scegliere”. Al di là del brevissimo Buttafuori, questa è la prima esperienza in TV per Mastandrea che grazie alla guida di Torre ha affrontato il ruolo e la servilità con “sicurezza”.

Un privilegio per Mastandrea e la collega, l’attrice romana Greta Scarano che interpreta la moglie Elena: “Volevo restituire al personaggio la forza e la vitalità straordinaria e la forza dell’amore e il carattere di una donna che è anche incinta”.

A completare il cast, Giorgio Tirabassi, nel ruolo del paziente che sa tutto, anche lui era reduce dall’esperienza di Buttafuori. Era una delle star di Boris, invece, Paolo Calabresi qui nelle vesti del prete del reparto, don Costa, a cui “manca la vocazione” e l’attore ha scherzato dicendo che ha chiesto consiglio a Terence Hill alias Don Matteo:

Elia Schilton, invece, interpreta il luminare del reparto di Urologia, il primario dal volto umano, il dottore Zamagna che opera il personaggio principale Lucio. Ai suoi antipodi, il dottore che nessuno vorrebbe avere Rapisarda (Federico Pacifici):

A completare l’équipe di medici, altri due dottori uomini (Torre ammette che è basato sulla suo vero ricovero e la scelta non voleva essere sessista) Barbieri e Policari, interpretati da due altri ex volti di Boris: Antonio Catania e Ninni Bruschetta.

Nel cast anche le infermiere: la Caposala, Alvia Reale e la truce Giusy (Cristina Pellegrino), il compagno di stanza di Lucio, l’assente Babak Karimi, che interpreta Amed. Cristina Pellegrino ha lodato il “senso dell’umorismo beffardo di Torre”.

Con il suo stile innovativo La linea verticale sarà amatissima dal pubblico e farà breccia nei cuori di chi ha amato alcuni dei titoli che hanno fatto la storia del medical drama in TV: E.R., Scrubs e perché no il Dottor House. Senza contare che a realizzarla è la mente dietro Boris, una delle vette della serialità italiana.

La particolarità, inoltre, è stata sottolineata dal suo ottimo protagonista, Valerio Mastandrea, per la prima volta  – sì, ci sono stati episodi a tema sui diversi medical drama – a parlare sono i pazienti e non il bel dottore di turno.

La linea verticale arriva con i suoi otto episodi il 6 gennaio su Rai Play, dal 13 gennaio in prima serata su Rai 3 e il libro omonimo vi attende in libreria.

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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