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Chiamami Col Tuo Nome, Luca Guadagnino presenta il suo magico film

Da domani al cinema, parlano anche i protagonisti Timothée Chalamet e Armie Hammer. L’atteso lungometraggio è stato candidato a quattro Oscar, fra cui miglior film.

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di Chiara Laganà | 2018-01-24 24/01/2018 ore 18:22

Chiamami Col Tuo Nome, il delicato e bellissimo film di Luca Guadagnino candidato a quattro premi Oscar

Chiamami Col Tuo Nome, il bello e magico film italiano candidato a quattro premi Oscar, è stato presentato oggi dal suo regista Luca Guadagnino e dai suoi due protagonisti: Timothée Chalamet e Armie Hammer.

Chiamami Col Tuo Nome è una storia d’amore, di famiglia, ispirata al romanzo di formazione omonimo scritto da André Aciman (che nel film ha il ruolo di Mounir), un film universale incentrato sull’incontro fra i due protagonisti principali Elio e Oliver.

Un film universale che è stato nominato ben 150 volte e che di premi ne ha vinti 50: “Contarli è immodesto”, ha scherzato il regista che non ama definire Chiamami Col Tuo Nome come un film d’amore:

“Non è un film su una storia d’amore gay, è sull’aurora di una persona che diventa un’altra, è un film sul desiderio, e, infine, è un film sulla famiglia. È il mio primo passo verso un canone disneyano, un film su un gruppo di famiglia dove si migliora, un po’ come la saga di Toy Story, dove un gruppo di misfits diventa una famiglia”.

La persona che diventa altra nel film ha il volto di Timothée Chalamet, l’attore newyorchese che è entrato tenendo in mano un LP, è in parte d’accordo con la definizione di Chiamami Col Tuo Nome come film disneyano:

“Faccio solo film che sono disneyani (scherza), ho detto di sì a questo film per lavorare con Luca e ho capito cosa vuole dire con l’ispirazione disneyana. In realtà volevo rendere giustizia a questa storia d’amore così aperta e vulnerabile e ai personaggi di un libro così amato”.

Per l’altro protagonista, il bellissimo Armie Hammer, “questo non è un film disneyano”.

Chiamami Col Tuo Nome è un film diverso, dove la famiglia ha un ruolo importante, come si scoprirà in una delle scene clou del film con protagonisti Timothée Chalamet e Michael Stuhlbarg, che nel film interpreta il padre:

“Quella scena parla di come si risponde all’amore, ma Chiamami Col Tuo Nome è un film che parla del dolore. È la mia parte preferita del film e del libro, proprio qualche giorno fa ho rivisto la copia del libro che avevo comprato cinque anni fa ed è stato bello vedere come quella parte era tutta sottolineata. È il momento più forte del film”.

Momento che non vi sveleremo, ma che secondo il regista s’inserisce al pieno nell’Italia dell’epoca del film. Chiamami Col Tuo Nome è ambientato nell’estate del 1983 fra Crema e Bergamo:

“Questa famiglia dimostra l’utopia del possibile. Se Elio è l’aurora, l’83 è il tramonto di un’epoca, c’è la capacità di apertura che questi genitori che appartengono alla generazione del ’68 che ha portato a un sapere emotivo di questo figlio che è il motivo per cui ho fatto il film”.

Al di là della storia dei due protagonisti, di Chiamami Col Tuo Nome colpisce la bellezza con la quale è realizzato:

“Mi piace dimenticare la sceneggiatura e tessere la scena con gli attori. Per me poi è importante il montaggio insieme a un amico e collega di 30 anni, Walter Fasano, noi amiamo destrutturare l’immagine. Quest’armonia della dissonanza e facciamo film che vogliamo fare tranne Melissa P.”.

Il senso dell’equilibrio di Guadagnino è stato sottolineato anche da Armie Hammer, candidato per il ruolo di Oliver ai Golden Globe: “Luca non è un regista ingombrante e dà molta importanza all’equilibrio, ti dà molta libertà, ti muovi, prendi degli oggetti, e poi ti fa delle domande come: dove ti trovi, dove sei con la testa”.

Il film è stato girato con una lente a 35 mm, in una calda estate italiana, e raffigura una bellissima storia d’amore, senza mai cadere nella retorica o nella volgarità:

“Quello che mi fa sorridere è pensare a tutti quelli che si commuovono vedendo questo film, non ho mai vissuto una storia d’amore del genere, così appassionata e intensa. Eppure questo ruolo mi ha fatto interpretare un rapporto d’amore così intenso, a prescindere tu ami gay, donne o le pesche (citando una delle scene più discusse del libro e del film, ndr)! Quella scena per me è importante, perché rappresenta il senso vero dell’amore, senza definizioni, confini o limiti organici. Dobbiamo andare oltre le definizioni etero, gay, bisex, meno si definisce e e più ci si affida all’amore, al dolore senza aggiungere altro di sé”.

Così definisce il film che l’ha lanciato, il 21enne Timothée Chalamet, anche lui candidato all’Oscar insieme al regista e produttore Luca Guadagnino:

“Siamo felici e orgogliosi per la nomination, sono felice per la troupe e gli attori. Quello di Chiamami Col Tuo Nome è stato un percorso inaspettato, pacato, minimale. Il film insegna che la passione e l’inaspettato viaggiano mano nella mano. Quanto all’Oscar, ho pensato a una mia vecchia amica, Maria Cantinella detta Penna, eravamo all’università, a bordo del bus 64, passando davanti a San Pietro le dicevo: non diventerò papa, ma una nomination all’Oscar la prendo”.

Ancora sconvolto il 21enne che per questo ruolo ha imparato a suonare il piano e l’italiano e che è il più giovane candidato per miglior attore protagonista in 90 anni di storia degli Oscar:

“Mi sono svegliato stamattina e pensavo fosse un sogno, provo molta gratitudine per la nomination anche perché è uno sprone per andare avanti per me e per quelli come me. Chi è appena uscito dalla scuola e va a dieci audizioni a settimana, quindi se permettete… mi godo questo momento”.

Il bellissimo Chiamami Col Tuo Nome vi aspetta domani al cinema, da non perdere!

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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